Millenaria è la sacralità tutta orizzontale che pervade il monte di Assisi, il sito che andiamo a proporre è sicuramente tra i più suggestivi.
In auto: da piazza Matteotti (445 m) – localmente piazza Nova – si imbocca in salita via Santuario delle Carceri, sottopassata Porta Cappuccini si sale lungo la strada asfaltata che tra fitti oliveti e stretti tornanti porta all’ingresso dell’Eremo delle Carceri (790 m), si continua a salire verso monte su strada malmessa (buche), giungendo alle vaste praterie sommitali, sulla destra il grande parcheggio degli stazzi (1045 m), i prati circostanti rappresentano “la spiaggia di Assisi”.
A piedi: il pianoro è dominato dalla elegante sagoma del perfetto cono del colle san Rufino o torre messere (1110 m), in discesa (direzione S-S-W) si tocca la casetta sottostante al parcheggio – rifugio stazzi – quindi si risale il versante opposto, si attraversa la recinzione su facile passaggio e si sale verso la cima che si raggiunge in pochi minuti. Il panorama è sorprendente: ampio e armonioso, alcuni pannelli aiutano a dare il nome a cime vicine e ad altre assai lontane, sotto di noi (S-E) è la grande depressione carsica di vallonica con il suo rifugio, i profondi canaloni che salgono verso la cima del monte, lo spettacolare impluvio del fosso delle carceri.
Ad un attento osservatore non sfuggiranno i ruderi della torre messere che lì giacciono in silenzio da almeno 6 secoli; ma davvero la cosa sorprendente è che la cima del colle fu occupata circa 25 secoli fa da un castelliere, con tanto di vallo e àggere perfettamente leggibili, costruito lassù dall’antica popolazione degli umbri “gens antiquissima italiae”; nella stipe votiva del santuario arcaico, qui rinvenuta nel 1879, furono trovati bronzetti a figura umana con il marziale “guerriero del subasio” – pochi centimetri di suggestiva bellezza – ora conservato presso il museo archeologico della città, che ovviamente consigliamo di vedere.
Ma per godere appieno della sacralità di torre messere, andateci al tramonto, vale più di tanti mari del sud, garantito!
Tornati all’auto, prima di tornare in città, suggeriamo di salire verso monte; dopo un paio di tornanti in salita, guardando verso destra la cima del colle san Rufino che appare sotto di di noi, si noteranno i cerchi concentrici dei valli intorno alla cima e dei terrapieni tra un vallo e il successivo: lettura perfetta del castelliere umbro, in fondo sono passati solo 25 secoli!