Se fino ieri si lavorava per aumentare le presenze di turisti nella nostra Città e si brindava ogni volta che i risultati decretavano un incremento, oggi dobbiamo ragionare su come arrestare il crescente flusso di visitatori.
Lo abbiamo constatato nelle settimane di alta stagione (che sono sempre più) Assisi, intesa come intero territorio comunale, non ce la fa più. Tutto esaurito o quasi in alberghi e ristoranti per molti giorni all’anno, strade piene di persone che faticano a godere delle bellezze della Città storica, anche perché spesso sono insidiate da veicoli di ogni tipo autorizzati per buona parte dell’anno a muoversi e parcheggiare ovunque.
La logica del profitto potrebbe suggerire – in vista dei grandi eventi dei prossimi 3 anni – di aprire altri ristoranti, oppure destinare ad affitti turistici altri immobili, avviare altri negozi di paccottiglia per i turisti. Sarebbe un errore madornale perché da una parte si andrebbe ad impoverire ulteriormente il Centro di residenti e luoghi di socialità, dall’altra si creerebbe una bolla speculativa destinata a scoppiare dopo gli anni del boom.
Gli amministratori pubblici, quindi, dovranno vigilare e gestire – per quanto possibile – certi fenomeni. D’altra parte, vi è un’urgenza: dotare il territorio comunale di un sistema di mobilità che consenta di regolare l’enorme afflusso di turisti. Non solo per garantire loro di visitare e vivere la Città in maniera agevole, ma anche per far sì che chi vi abita non sia soffocato dalla massa di ospiti.
Nei mesi scorsi si è affrontata l’emergenza con le navette da Santa Maria degli Angeli ad Assisi: per il futuro non può essere questa la soluzione. È urgentissimo pensare a un sistema di mobilità sostenibile sia dal punto di vista ambientale che dei costi e che al tempo stesso limiti l’accesso al centro storico solo ai residenti e, in fasce ristrette, ai fornitori delle attività commerciali. Non secondario, come abbiamo scritto più volte, è la necessita di raccordare tutto il territorio comunale, da Torchiagina a Tordandrea, da Armenzano a Petrignano con sistemi più tradizionali ma efficienti.
La strategia dei parcheggi satellitari voluta da Bartolini e Ricci non è adeguata e quantomeno si è rivelata insufficiente ad affrontare il problema.
In questi anni si è perso tempo, unica scusante è la pandemia, ma non si può procrastinare ulteriormente l’avvio di un processo di innovazione della mobilità in tutto il territorio comunale, compresi siti ad alto afflusso turistico per ore lasciati al monopolio privato, come l’Eremo delle Carceri e San Damiano.
La Sindaca, che spesso fa citazioni attinte alla cultura contadina, tenga conto della favola di Esopo: questo è tempo di cicale, ma un’amministrazione lungimirante si deve comportare come una formica.