08 Agosto 2026

Mussolini sì o no?

Luigino Ciotti
Mussolini sì o no?

In troppo pochi sono al corrente che, oltre 100 anni fa, Assisi aveva concesso la cittadinanza onoraria a Mussolini, con ben due delibere: la prima di Giunta Comunale (la n.389 del 27 settembre 1923), e la seconda di Consiglio Comunale (la n.48 del 15 ottobre 1923).

Le date ci dicono che ciò è avvenuto per costruire il culto del “duce”, con una campagna nazionale eterodiretta da Roma dopo pochi mesi che il fascismo era andato al potere.

Il risultato è stato che la concessione della cittadinanza onoraria coinvolse buona parte dei comuni italiani. Certo è che Assisi fu un’avanguardia, essendo tra le prime amministrazioni d’Italia che l’approvò. Per fare un esempio, la limitrofa Bastia Umbra partorì l’approvazione il 24 maggio 1924, con solo atto di consiglio comunale (delibera n.12).

In molte città italiane, in particolari le più grandi, la cittadinanza onoraria fu revocata con il sopraggiungere della democrazia e dei governi locali delle forze politiche antifasciste, già nel 1944/45/46. Altre ondate di revoche hanno corrisposto al ricorrere dei 100 anni dalla salita al potere del fascismo, dei 100 anni dalle concessioni della cittadinanza, e dei 100 anni dalla caduta del fascismo e dalla nascita della Repubblica.

Ad Assisi nulla è stato mai fatto, e perciò il 4 giugno scorso il Circolo Culturale Primomaggio ha consegnato al Sindaco di Assisi ed ai 5 assessori municipali una formale richiesta di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini da parte dell’Amministrazione Comunale di Assisi, che con manifesti affissi in città si è cercato di far conoscere a tutta la popolazione.

La questione è stata una scoperta per molti cittadini assisani, suscitando un certo scalpore nell’opinione pubblica, e ha dietro di sé fortissime motivazioni locali legate all’immagine e alla storia della città.

Infatti è stridente ed imbarazzante la contraddizione tra l’essere e il vendersi come “Città della Pace” ed avere come cittadino onorario un guerrafondaio come Mussolini, che ha voluto politicamente e fatto fare, da aggressore, ben quattro guerre (Etiopia, Spagna, Albania, e nella seconda guerra mondiale attaccando Francia, Russia, Grecia, Jugoslavia, Nord Africa e Africa Orientale).

Nulla a che vedere con San Francesco che andò disarmato dal Sultano d’Egitto Malik al Kamil. L’uomo al potere che ha voluto le “Leggi Razziali” e fece perseguitare i giudei è totalmente contrastante con la comunità che può vantarsi di aver salvato 300 ebrei . Ed è soprattutto è un’offesa alla memoria di tutti gli assisani che sono morti in guerra o a causa della guerra, che hanno passato anni in campi di concentramento e di prigionia, che sono rimasti menomati a vita e le loro sofferenze e delle relative famiglie.  Perché l’entrata nella seconda guerra mondiale l’ha voluta Mussolini, come nelle altre precedenti, e ci sono numeri molto consistenti che parlano chiaro, e non ammettono alcuna giustificazione.

Assisi, solo nelle seconda guerra mondiale, ha avuto 153 morti (oltre a 45 civili morti in loco) 423 Internati Militari Italiani che hanno fatto 2 anni di prigionia in Germania tra sofferenze inaudite, 347 prigionieri degli alleati per molti anni, decine e decine di invalidi e infortunati.

Una mozione su questo tema dovrebbe essere presentata e discussa nel prossimo consiglio comunale di settembre, ricorrendo i numeri nella maggioranza per approvarla, indipendentemente dal ruolo della minoranza che potrebbe avere comportamenti diversi.

Alla politica e agli uomini politici della Seraphica Civitas non è consentito di non sapere e di non avere memoria storica e ognuno si assumerà la sua responsabilità nella scelta, ma nella Città della Pace non ci può essere più posto a tavola o nei sacri registri per Mussolini.

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