18 Settembre 2022

2026: eccezionale occasione di rilancio di Assisi

Carlo Cianetti
2026: eccezionale occasione di rilancio di Assisi

Assisi va incontro ad appuntamenti cruciali: il Giubileo del 2025 e soprattutto l’ottavo centenario della morte di San Francesco. In aggiunta, anche la possibilità di essere prescelta quale Capitale italiana della cultura.

Sono appuntamenti tutti molto prossimi, forse siamo già in ritardo, quindi è necessario spingere sull’acceleratore.

Vorremmo che Assisi cogliesse l’occasione dell’anniversario francescano del 2026 (già esiste una legge nazionale) per dare risposte urgenti e strutturali, che la città aspetta da almeno un secolo.

Serve ripensare tutto il territorio, dalle frazioni ai centri storici alla montagna, alle aree di raccordo. Quale il ruolo di ognuna di queste entità? Per esempio, in termini turistici, come va organizzata la proposta ricettiva di Assisi centro e del resto dell’area comunale?

È necessario ridefinire la mobilità, escogitare un sistema più virtuoso, meno impattante e inquinante di oggi. Alcune realtà del Comune sono completamente emarginate: si pensi a Torchiagina, Armenzano, Tordandrea, Capodacqua.

La proposta e gli agenti culturali sono cospicui, ma frammentari e disorganizzati. Le dinamiche sociali lasciate ad un inefficace spontaneismo. L’economia turistica è spesso passiva (parassitaria?), per responsabilità non solo delle amministrazioni, ma soprattutto degli operatori.

Poi c’è il grande tema ambientale. Da queste pagine abbiamo più volte deprecato l’eccessivo consumo di territorio, le devastanti proliferazioni edilizie in aree delicatissime, come il cono panoramico che lega il Colle alla Pianura. E poi la mancanza di un piano del traffico, che salvaguardi il patrimonio storico e artistico, la necessità di una politica che guardi con convinzione alle energie rinnovabili.

Assisi è San Francesco. Un’amministrazione comunale che non faccia del rispetto dell’ambiente e quindi del Creato la stella polare, è un’amministrazione comunale non degna di questa Città. E purtroppo, da Assisi non è mai partito un messaggio netto inconfutabile di rispetto della natura. Nessun fatto può essere citato. Non da oggi, ma da secoli.

Si pensi alle devastazioni fra ‘800 e 900 (gli albergoni spesso costruiti abusivamente, il Convitto, il Seminario, Palazzo Spagnoli, Conventi e monasteri vari e altro ancora), si pensi alla Zona Ivancich, edificata a seguito di varianti che hanno stravolto il PRG Astengo (che dire degli orribili casermoni dei Cappuccini?), si pensi alla costante e spregiudicata cementificazione della Pianura, soprattutto a Santa Maria degli Angeli e dintorni. Per arrivare ai tempi nostri, viene in mente lo scempio del PUC, Villa Gualdi, le palazzine della Madonna delle Grazie e altro cemento ancora che ogni giorno avanza e ghermisce il suolo.

Ecco, sono state fatte tante cose sbagliate, tiriamo una riga e ricominciamo. Lo strumento per una rigenerazione totale si chiama PIANO REGOLATORE GENERALE.

L’Amministrazione comunale si dia l’obiettivo di consegnare nel 2026, e quindi alle prossime generazioni, un progetto alto, rispettoso dell’ambiente, che tenda all’obiettivo di produzione energetica prevalentemente con risorse rinnovabili, che si prefigga consumo zero di suolo, che privilegi la mobilità con mezzi non inquinanti, che ri-pubblicizzi l’acqua, che faccia diventare Assisi un riferimento nazionale nel rispetto del Creato. Un piano regolatore che sappia valorizzare le nuove tecnologia e farne strumento di crescita della comunità.

Il turismo, quello colto che ci piacerebbe fosse prevalente, insegue non tanto i festival e le kermesse ma la vivibilità delle città. Fregiarsi dell’attributo di eccellenza nel rispetto dell’ambiente darebbe un plusvalore notevole in termini di marketing turistico.

In questi anni arriveranno molti soldi: speriamo che non ci si limiti, come è stato fatto dopo il terremoto del 1997, a semplici operazioni di maquillage e a investimenti talvolta poco funzionali o inutili.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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