17 Aprile 2022

Se non ci svegliamo questi ci asfaltano!

Carlo Cianetti
Se non ci svegliamo questi ci asfaltano!

La Pasqua è giornata di rinascita. E così cogliamo questa festività per invitare la cittadinanza assisana alla ribellione, che è il prodromo della rinascita.

La brutta e aggressiva costruzione accanto a Villa Gualdi è solo una fra le tante violenze che sta subendo il prezioso fazzoletto di suolo fra Assisi e Santa Maria degli Angeli.

Le foto che mostriamo danno il senso della progressività e di quanto sia distruttiva l’attività edilizia consentita dalle leggi regionali e dal PRG approvato dalla Giunta Ricci e mai messo in discussione, in 6 anni, dall’attuale e dal precedente governo cittadino.

In via Borsi a 100 metri dalla stazione ferroviaria e a pochi metri dalla caserma dei Carabinieri si sta lavorando a una lottizzazione che occupa molte centinaia di metri quadri.

Poco più avanti, sempre in via Borsi sono cominciati i lavori per la lottizzazione prevista da più di un decennio. È un avanzamento verso Assisi del limite costituito dalle piccole palazzine di Madonna delle Grazie. Nella stessa zona a poche decine di metri si stanno effettuando sondaggi geologici, che lasciano ipotizzare altre nuove costruzioni, sempre in area agricola probabilmente trasformata in edificabile.

Vicino al campo sportivo di Santa Maria degli Angeli, ma già in piena campagna, accanto a una pregiato e antico casalino, è nata una palazzina di volume pari, più o meno, alla costruzione esistente. Un lavoro, anche esteticamente, azzardato.

Spostandosi verso Assisi, un’ampia recinzione arancione e macchinari edili stanno lavorando alla costruzione di nuovi volumi. Siamo in pieno cono panoramico, a circa 300 metri in linea d’aria da Villa Gualdi. 

Epperò Assisi è la patria di San Francesco, patrono dell’Ecologia, oltreché di tante altre cose.  Tutti i giorni, qua e là, si sbandiera l’Enciclica del caro Papa Bergoglio, “Laudato si’”, che è chiara, netta e rigorosa nel condannare la violenza all’ambiente: “…c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.”

Non frega niente a nessuno, a guardar bene. L’ipocrisia dei governanti e degli stessi religiosi continua farla da padrona. Per esempio, la clamorosa superfetazione alla base di uno degli speroni del Convento di San Francesco, per non parlare del sotterraneo della Piazza Inferiore e di altri lavoretti di dubbia legittimità, che cosa sono se non una violenza alla nostra Terra? Che bisogno c’era di aggiungere cemento alla “nostra devastata terra”? La ricerca continua di agi e comodità che si aggiungono a tanta ricchezza sono un calcio in faccia alla regola francescana, al messaggio di cui la città è involontaria (e forse immeritevole) depositaria. 

Fra le tante ipocrisie consumate ai danni della nostra Città, vi è il “Manifesto di Assisi”. Un inutile e generico invito a promuovere il rispetto del Pianeta attraverso la green economy. Fra i firmatari c’è mezzo mondo: associazioni, industriali, inquinatori, religiosi, cittadini qualunque. Ma fra i promotori, oltre al presidente dell’Enel, ci sono anche il Cardinale Mauro Gambetti ed Enzo Fortunato, rispettivamente già Custode e già Portavoce del Sacro Convento. Ebbene: come si può essere difensori dell’ambiente, promotori di economia circolare e al tempo stesso consumatori spregiudicati di suolo?

I cittadini di Assisi hanno responsabilità, pari ai governanti, se lasciano che la distruzione del territorio si compia nel silenzio. Finora si sono levati solo flebili lamenti. La sensazione è che per la maggioranza del popolo prevalga il desiderio di partecipare al banchetto anziché indignarsi e ribellarsi al malgoverno che da decenni caratterizza Assisi e le frazioni.

È in atto un saccheggio del bene comune. Stiamo preparando un carico di rifiuti e inquinamento per i nostri figli, nipoti, discendenti. Non si può continuare a far finta di niente e tacere.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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