20 Febbraio 2022

Ci vorrebbe un Sanfrancesco!

Carlo Cianetti
Ci vorrebbe un Sanfrancesco!

Se la preoccupazione principale di governanti e cittadini è come alimentare l’economia della Città, tralasciando invece il sistema di valori di cui è depositaria naturale, quello di Assisi è un destino di declino e di depressione.

Francesco, come spiegano gli storici più illuminati, non aveva la pretesa che il mondo si adeguasse alla sua visione totalmente pauperista dell’esistenza. Il suo modo di vivere lo proponeva ai fratelli stretti, ai compagni di viaggio, perché potesse essere testimonianza del modello evangelico, contrappunto al modello borghese, alla continua ricerca di profitto, del quale faceva parte la sua famiglia. Una spinta egualitaria che si ispirava direttamente alla vita di Cristo.

Francesco è stato tradito già in vita, le Regola originaria venne profondamente cambiata ed edulcorata quando ormai, probabilmente, le sue cattive condizioni di salute non gli consentivano di opporsi con efficacia alle direttive della Chiesa. Ha subìto enormi umiliazioni,nel suo nome si sono compiute nefandezze insopportabili.

Uno dei più importanti storici del Medioevo, Jacques Le Goff, in un libriccino riferendosi alla costruzione della Basilica di S.Francesco scrive: “Poi il 25 maggio 1230 si ha l’ingiuria dell’inumazione nella cripta della basilica antifrancescana che frate Elia fa erigere nell’ostentazione. L’ultimo tradimento sarà l’insopportabile basilica di Santa Maria degli Angeli, con cui il cattolicesimo post-tridentino maschererà, annientandola, a partire dal 1569, l’umile e autentica Porziuncola”. (Francesco d’Assisi – Ed. biblioteca francescana, 1967)

Non si è più smesso di tradire il Santo, si è mercificata la sua immagine, si è creata attorno alla sua figura una città di “bottegai”, intenti soprattutto a riempirsi le saccocce.

I politici sbandierano sempre il nome di Francesco, in tutti i loro discorsi, se ne riempiono le ganasce in tempi di campagna elettorale e poi basta. Governano in opposizione alla testimonianza del Santo: consumo del territorio, privatizzazione dei beni comuni, scarso rispetto per le povertà e per le istanze dei più bisognosi, niente (o quasi) politiche perequative. E la Chiesa ne è silenziosa complice.

Oggi ci vorrebbe un Sanfrancesco, non necessariamente una persona, ma una visione pubblica, comunitaria che ne riproponga i valori. Ci vorrebbe l’azione rivoluzionaria di un’amministrazione comunale che insieme alla comunità religiosa battesse i pugni sul tavolo, si opponesse con vigore alla secolare, perdurante mercatizzazione della figura del Santo.

Certo senza ignorare l’evoluzione e i cambiamenti dei tempi, ma piantando dei paletti valoriali, attraverso i quali spiegare cosa si può fare e cosa non si deve fare in Assisi.

È possibile? Si parta, per esempio, dalla Enciclica Laudato si’ : pronunciamento papalino, certo, ma ricco di valori laici, utile bussola anche in chiave amministrativa. Per chi non ne conoscesse il testo ne riportiamo un brano, che in sé già dà il senso: 

Questa sorella (terra ndr) protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

E invece no, si continua a saccheggiare Sorella Terra, a consumare suolo, a inquinare e Assisi si appresta a diventare sede di quel simposio mondiale degli sfruttatori dell’acqua, uno fra i più preziosi beni comuni. E’ come se l’Avis offrisse la propria sede a un convegno organizzato da Dracula.

Ciò avviene nel sostanziale silenzio dei governanti, sepolcri imbiancati che indegnamente gestiscono e vivono la città del Santo con una disarmante e sconvolgente indifferenza. 

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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