“La dove c’era l’erba, ora c’è una città…”, è una frase de I ragazzi della via Gluck, che il visionario Adriano Celentano cantava già 55 anni fa.
Vedremo fra poco tante altre recinzioni arancioni, come quella nella foto, nel sacro cono panoramico fra Assisi e Santa Maria degli Angeli e in tutto il resto del territorio. Sono le reti che annunciano che al loro interno al posto dei prati e dei campi, ci saranno dei palazzi.
E’ l’effetto ritardato di quella bomba che è il Piano Regolatore approvato dalla Giunta Ricci fra il 2011 e il 2016.
Un PRG, essendo chiamato a definire l’attività edificatoria nel comune, dovendo specificare le aree, i vincoli paesaggistici e storici, dovrebbe avere solide basi di ricerca e di studio, perché con un Prg si va a decidere il futuro del territorio comunale e delle città in esso esistenti.
Non è inutile citare ancora il Piano Astengo, che si basava su valutazioni molto approfondite e tentava di prevedere i flussi demografici, la prospettiva economica, commerciale, sociale, culturale. Ovvero l’evoluzione del Comune nei decenni successivi.
Un PRG, insomma, è la rappresentazione di una visione.
Quello vigente è la rappresentazione dei desiderata del mondo imprenditoriale edile del territorio e delle clientele che al tempo (nel 2011 e forse ancora oggi) avevano rilevant capacità di orientare le scelte amministrative.
Da solo un PRG è in grado di produrre molti danni; può essere addirittura devastante se la legislazione di livello superiore – regionale e nazionale – consente una cementificazione selvaggia e spregiudicata. Ed è quanto sta accadendo.
L’offesa di Villa Gualdi, così come la lottizzazione sfregiante dietro allo Stadio degli Ulivi, come la palazzina vicino allo Stadio di Santa Maria degli Angeli – tanto per citare casi eclatanti – avranno un consistente seguito.
Le colpe sono soprattutto della politica. Agli imprenditori si può chiedere maggiore responsabilità sociale, ma chi deve dettare le norme ed esercitare il controllo è l’amministrazione comunale.
E’ urgente che questa seconda Giunta Proietti prenda il toro per le corna e impedisca che la cementificazione cancelli ulteriori, estese e preziosissime aree verdi. Non è solo un problema ambientale, ma anche economico: un territorio gradevole ha una forza d’attrazione turistica pari a quella del patrimonio storico-artistico
Negli ultimi 5 anni nulla è stato fatto per limitare i danni: questo PRG non solo non è stato modificato, ma è stato suggellato dalle scelte degli amministratori.
Il Pianeta – il Creato direbbero i credenti – si difende cominciando con azioni individuale e di responsabilità collettiva, non c’è bisogno che siano i grande della Terra a mettersi d’accordo.