19 Settembre 2021

L’Abbecedario dei giovani

Carlo Cianetti
L’Abbecedario dei giovani

L’altro ieri abbiamo presentato alla Volta Pinta, in piazza del Comune, il Memoriale di Maceo Angeli.
È stato un bel momento, partecipato, nel quale si è parlato di questo uomo di piccola statura, che ha saputo essere grande nel perseguire i propri sogni e nel portare avanti le proprie idee.
Maceo è vissuto per quasi tutto il Novecento, di famiglia molto semplice, con un padre – Artaserse – che gli ha insegnato la politica come impegno nella difesa dei più deboli.
Poi il fascismo, le guerre e il successivo, relativo benessere in una città come Assisi, che nella dimensione sociale sa essere protettiva, ma anche potentemente giudicante, spietata, come tutte le realtà di provincia. Neanche Maceo fu profeta in patria, soprattutto nei primi decenni della sua vita.
Assisi era poco o nulla fino al 1926. Fuori dai circuiti turistici, servizi inesistenti o quasi, mal tenuta e con una logistica molto carente. Eppure Maceo ce l’ha fatta. Come ha raccontato Ginevra, sua figlia, era un uomo che esprimeva serenità e buon umore.

Domani su questo sito comincia un altro abbecedario, si intitola “Futuro” ed è stato curato da Giacomo Buzzao. Mette insieme 21 riflessione, partendo da 21 parole – dalla A alla Z – dalle quali esce fuori un variegato saggio sulla percezione che del futuro hanno, in Assisi. Coloro che non hanno oltrepassato i trenta anni.
Si leggono belle pagine, ragionamenti profondi, ma anche molta rassegnazione, poca speranza e una diffusa opinione di vivere una realtà – Assisi – che non offre prospettive. Alcuni di loro, infatti, già studiano o lavorano in altre città o, addirittura, all’estero.

È il problema dei problemi, questo.

Il centro storico si spopola e in generale anche nel resto del comune se ne vanno i giovani, svanisce la voglia di creare, di costruire…
Però qualcosa si deve fare e si può fare.
Il digitale ha il grandissimo merito di porre ogni città al centro del mondo. Le esperienze di lavoro agile sperimentate forzosamente nel lock-down ne sono una evidente dimostrazione. Muoversi nel mondo, anche rispetto a 20 anni fa, soprattutto con l’avvento dell’aviazione low-cost, è molto più facile ed economico anche di tempi recenti. Quindi esistono le condizioni per rimanere e seminare un po’ di futuro.
Noi baby-boomers (ma anche chi è più grande) abbiamo il dovere di impegnarci, partecipare alla vita culturale, sociale e politica della Città. Dobbiamo alzare il culo dal divano, andare alle riunioni dei comitati, dei partiti, delle associazioni, dei gruppi di volontariato e mettere a disposizione la nostra esperienza, ascoltare e promuovere iniziative. E comunque stare lì, esserci.
La politica deve porsi il problema. Si guardi davvero al futuro, alle prossime generazioni e a quelle che rimangono insabbiate in una perdurante apatia. Si crei un reale confronto e si elaborino progetti, si mettano a disposizione luoghi di incontro, per il tempo libero per lo sport.
Mai nel vocabolario della politica si trovano le parole “divertimento”, “allegria”, “piacevolezza”, “complicità”, “condivisione”, “festosità”, “meditazione”, “riflessione”.
Cosa ci insegna, quindi, il Memoriale di Maceo? Che ogni luogo è quello giusto per realizzare i propri sogni, basta crederci e, ancor meglio se a crederci si è in molti.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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