Nell’ultimo editoriale abbiamo ironizzato su manifesti e slogan dei 2 candidati sindaci appoggiati dai partiti tradizionali e del capogruppo regionale della Lega. Qualcuno si è risentito, qualcun altro ci ha definito ipercritici, presuntuosi e spocchiosi fino a chiedere: ma cosa hanno fatto questi per Assisi, da sentirsi in diritto di criticare tutti?
La Costituzione (che chi fa politica dovrebbe conoscere almeno a spanne) insegna che la libera stampa, quindi i giornalisti e in generale chi scrive in un sito di informazione e cultura qual è “Assisi Mia”, hanno non solo il diritto, ma addirittura il dovere di mettere in evidenza le carenze di chi amministra o si appresta a farlo. Gli inglesi hanno coniato una locuzione molto efficace: watchdog journalism, cioè il giornalismo quale cane da guardia. Cane da guardia del potere e non solo, della legalità nella sua accezione più generale.
Non è un mistero che molte vicende di mala-gestione, di corruzione, di violazione della legalità sono state messe in evidenza grazie a scoop giornalistici, lo scandalo Watergate è il più famoso fra questi.
Nel nostro piccolissimo, quindi, continueremo a evidenziare manchevolezze, a criticare e in generale a dire la nostra, perché l’autonomia di chi scrive è una garanzia di libertà. E in ogni comunità, anche ristretta, avere pensatori liberi e indipendenti che hanno il coraggio della critica (definiteli pure spocchiosi, con la puzza sotto il naso, intellettualoidi, sinistroidi o destroidi, radical-chic…), è elemento essenziale per la democratica convivenza.
Nello specifico, l’articolo che ironizzava sulla comunicazione dei politici impegnati alle prossime amministrative conteneva un messaggio in filigrana: non sparate stupidaggini, non fate promesse vuote e irrealizzabili, non fate annunci iperbolici perché i cittadini non sono scemi. Poi saranno i fatti a fare giustizia delle vostre sciocchezze.
Tornando invece alla pallidissima campagna elettorale per le prossime amministrative, scopriamo che ci sono altri due candidati sindaci. Un fatto positivo di per sé, perché se aumentano i candidati aumenta il confronto e la proposta.
Roberto Sannipola è ben conosciuto soprattutto ad Assisi centro ed è molto apprezzato dal punto di vista umano, anche perché è uno di quelle persone che ha svolto un percorso personale fra studio, lavoro, sport, attività sociali, che lo ha messo in contatto con varie realtà del territorio. Ha scelto uno slogan in inglese: “Play with style”, gioca con stile. Il riferimento, come spiega in un comunicato, è al tipo di campagna elettorale: senza attacchi ai concorrenti, niente insulti, toni pacati e dialoganti. L’uso dell’inglese sembra essere una risposta al “Prima gli italiani”, che un becero sovranismo tricolore sbandiera qua e là. Ma, per converso, è una scelta che ad alcuni potrebbe risultare indigesta: perché non in italiano? “Gioca con stile”, al contrario degli slogan usati dagli altri candidati, avrebbe una sua immediata eleganza ed efficacia.
Poi quando si va a dare un’occhiata ai pochi punti programmatici di Sannipola e si legge: “qualità dell’alimentazione e di una vita (ontologicamente intesa) sana, con valorizzazione di agricoltura e zootecnia biologica”, viene da scherzarci un po’ su. Dire che ad Assisi il problema principale è l’alimentazione fa tornare in mente Roberto Benigni quando nel film “Johnny Stecchino” (erano tempi in cui Cosa Nostra la faceva da padrona) dice che il problema principale di Palermo “è il traffico!”. E poi, che significa “vita (ontologicamente intesa)”?
Ci sarebbe da ironizzare ancora ma l’aspetto che ci sembra positivo in questi provvisori e scarni punti programmatici è che sì dà particolare attenzione all’ambiente, allo sviluppo tecnologico, alla mobilità (più taxi per tutti…?). Per una serie di ragioni – post-ideologia, ambiente, creazione dal basso – sembra una nuova versione del M5S. Rimaniamo quindi in attesa di conoscere liste e proposte concrete.
L’altro candidato si chiama Francesco Fasulo che, a quanto pare, si sta preparando da anni a questa discesa in campo. Lo slogan è “Giovani per Assisi e Frazioni”. Nel curriculum si evidenzia il titolo di studio, la pratica religiosa, l’attaccamento alla famiglia e una serie di dichiarazione d’intenti stile prima Repubblica. Fasulo sembra la reincarnazione della DC (corrente dorotea), nonostante si premuri di dichiarare che è lontano dai partiti. Lo slogan identifica un problema serio, ovvero la separatezza, la difficolta di connessione fra il centro storico e le frazioni. D’altro canto va detto che questa è una delle principali questioni sul tappeto e nessuno può disconoscerla, quindi uno slogan diverso avrebbe aggiunto elementi meno scontati.
Finora negli slogan e nei manifesti è assente una parola: cambiamento.
È chiedere troppo?