È stupefacente la fuffa fritta, la retorica del nulla che contraddistingue le pubbliche uscite dei due candidati alle prossime elezioni amministrative, nonché dei partiti, formazioni civiche, o presunte tali, che intendono affiancarli.
Si leggono interviste e dichiarazioni senza tempo, potrebbero esser state fatte 20 o 30 anni fa perché non hanno contenuto, ricche di tedio e fomentatrici di sfiducia. Senza volerlo incitano alla diserzione delle urne. Politichese allo stato puro, quel dire e non dire che alla fine esprime un profondo senso di inutilità.
Cari candidati e politici, nessuno crede al vostro “spirito di servizio”, nessuno pensa che abbiate voluto scegliere questa strada a scapito dei vostri interessi familiari e professionali; nessuno crede che vi siate candidati perché molti amici e conoscenti ve lo hanno chiesto; solo gli sprovveduti credono che la vostra abilità professionale possa essere utile anche alla comunità. Il vostro presunto amore per la Città e per la vostra terra è un dato del tutto soggettivo, ognuno ama a modo suo e l’amore è una categoria poco significativa dal punto di vista amministrativo ed elettorale.
Sappiate che dopo i disastri di Berlusconi al governo e di molti imprenditori impegnati in politica, la storia che un’amministrazione-pubblica-è-come-un’impresa non funziona più: l’impresa è tenuta a fare profitto mentre un comune che finisce col bilancio in attivo ha sbagliato qualcosa. Un governo democratico di qualsiasi livello è chiamato a utilizzare tutte le sue risorse per servire innanzitutto gli ultimi, cioè gli “scarti” (direbbe Papa Francesco) e farli sentire cittadini, titolari di diritti e di doveri al pari degli altri. In un’azienda i rami secchi vanno tagliati in una città le persone bisognose – a prescindere da razze, culture e religioni – sono “un costo”, ma vanno aiutate e valorizzate, per il semplice fatto che portano con sé un valore inestimabile: la propria vita.
Poi smettete con la consunta e insopportabile storiella che la città ha bisogno di persone che possano aiutarla a superare questi-momenti-difficili-e drammatici-caratterizzati-dalla-pandemia: non sarete voi a determinare il futuro post-pandemico, perché dovrete limitarvi soltanto ad applicare le normative europee, nazionali e regionali, sperare che la vaccinazione proceda a buon ritmo e che vengano trovate terapie adeguate.
Ma che dire poi della chiamata alle armi del centrosinistra contro il nemico pericolosissimo da sconfiggere? Ma come si fa, cari compagni, a continuare con la scemenza che è necessario mettersi insieme contro l’espansione pericolosissima delle destre? Ma se a Roma state tutti insieme, come potete pensare che qualcuno creda al vostro appello ideologico o si spaventi di fronte all’idea che Pastorelli e Fortini possano andare al potere?
Sull’altro fronte, le estenuanti e volpesche riunioni dei mesi scorsi hanno prodotto questo comunicato: intorno al candidato “si è sviluppato il progetto condiviso delle forze politiche e civiche moderate di centrodestra”.
Mettiamo le cose in chiaro: le forze del centrodestra non esprimono un progetto da decenni. Non partoriscono mezza idea da anni, negli ultimi mesi sono stati alla ricerca di un candidato, qualunque fosse, “a prescindere” direbbe Totò.
Storicamente “le forze politiche e civiche moderate di centrodestra” hanno consentito, o addirittura promosso, una spregiudicata cementificazione con danni irreparabili al territorio e alla città di Assisi. Aspettiamo di capire le distopiche e misteriose idee partorite in questi mesi, “i progetti” finora inspiegabilmente celati.
Abbiamo la terribile sensazione che tutti – da destra a sinistra – siano in attesa che la pandemia finisca per poter ricominciare come prima. Molti attendono, pochi si muovono, qualcuno protesta, nessuno esprime idee per il futuro.
Eppure la città ha mostrato tutta la sua debolezza economica, sociale e culturale: desertificazione dei centri storici, inesistenza di aggregatori sociali, economia monoculturale, arretratezza delle strutture turistico-ricettive e delle infrastrutture, inadeguatezza tecnologica dei servizi, irrilevanza della proposta culturale.
Questa Sindaca, che si ricandida dopo aver cincischiato per anni (al pari dei suoi collaboratori) senza riuscire ad imprimere alcun cambiamento davvero significativo rispetto al ventennio destrorso, come farà a convincerci che è utile votarla? Come farà a essere credibile dopo le tante promesse non mantenute?
Il candidato del centrodestra come può garantire una tutela rigorosa dell’ambiente, senza deroghe al concetto “zero cemento”, essendo professionalmente impegnato lui stesso nel settore edilizio, in collaborazione col più importante cementiere italiano? Come potrà portare avanti politiche sostenibili dal punto di vista ambientale se i suoi designatori e sostenitori hanno dimostrato scarsissimo rispetto del territorio e dei valori ecologici?
Cari candidati, date un senso alle vostre parole e alle vostre azioni, diteci che città avremo da qui ai prossimi 10 anni: piano regolatore, quindi gestione e consumo del territorio, trasporti, ripopolamento del Centro storico e connessione con le frazioni, marketing turistico, politiche per l’infanzia, tutela delle diversità e giustizia sociale, digitalizzazione, infrastrutture per lo sport e il tempo libero.
Ci fermiamo qui, con una citazione di Einstein, che diceva più o meno così: non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.