20 Settembre 2020

Luoghi identitari di una comunità: la rocca, il pincio, la piscina.

Carlo Cianetti
Luoghi identitari di una comunità: la rocca, il pincio, la piscina.

Ci sono opere simboliche che in fase di bilancio consuntivo hanno forza di manifesto, quelle su cui un’amministrazione comunale può imprimere il timbro “fatto” ed esibire come promesse mantenute, risposte al desiderio identitario di una comunità.
Non abbiamo intenzione di sostituirci all’amministrazione comunale nel dire cosa è stato realizzato, tantomeno ai partiti di opposizione per denunciare le inefficienze e gli interventi sbagliati di chi governa.
Proviamo a rappresentare invece parte della cittadinanza in piccole e banali richieste per il futuro.

La Rocca maggiore necessita interventi strutturali prima di tutto e poi merita una destinazione più consona alla sua storia. Per ora è una triste fortezza che implora attenzione degna della sua maestosità. Gli anni più vivaci nella sua storia recente sono stati quelli in cui ha accolto il cast e le riprese del film “Fratello sole e sorella luna” (fine anni 60, se non sbaglio). Quelle ricostruzioni sono rimaste per decenni fin quando non sono cadute a pezzi; qualche restauro, successivamente, è stato compiuto, ma niente di davvero significativo. Mauro Balani su Assisi mia, provocatoriamente ma non troppo, ha invitato a insediare alla Rocca il municipio, anche per significare che da lassù si vede meglio tutto il territorio comunale e si acquisirebbero ulteriori strumenti di consapevolezza.
La Rocca, che risulta essere il secondo monumento più visitato della città, può essere un sacco di cose, quasi tutte meglio del poco più che nulla di oggi.

Il Pincio è stato riaperto. Dopo progetti variamente definibili (dall’assurdo all’inutile), ora sta lì come un vecchio barbone che ha deciso di ripulirsi e rimettersi in società, ma insomma continua a essere nostalgico dei tempi che furono. I parchi al contrario degli oggetti, però, possono davvero riconquistare la vitalità giovanile. Nel caso specifico basterebbe poco, per esempio dotarlo di una rete idrica funzionante (un parco senza acqua è come un albero senza linfa), risistemare i pratini, il laghetto, togliere ciò che non c’entra nulla e fare i conti anche con il diverso modo di giocare delle nuove generazioni. Per ora ci hanno provato Quelli del Bronx, ma hanno dovuto mollare per la sordità della varie amministrazioni comunali e alle loro richieste minimali. Ricordo solo che fino a non molto tempo fa un giardiniere da solo, l’ottimo Aldo Capitanucci, gestiva il Pincio e molte aree verdi del comune. Altri tempi si dirà ma la manutenzione, come ha scritto pochi giorni fa Ezio Genovesi, fa parte del buon governo di una città

Il senso di putrefazione che avvolge la Piscina comunale e, in definitiva tutto l’impianto sportivo di Fossa Caroncia, dà il senso del disastro amministrativo degli ultimi 60 anni.
Quella struttura (al netto del fatto che tutti gli assisani vi sono legati perché ha accompagnato spensierate stagioni della loro giovinezza) è sempre stata assurda, sbagliata dalla testa ai piedi: sovradimensionata, fatta nel posto sbagliato, niente affatto funzionale, carente di strutture di supporto, costosissima sia nella realizzazione che nella manutenzione, eccetera…
Detto tutto questo, come è possibile che da così tanto tempo quella piscina e, in definitiva tutto quel centro sportivo, marciscano fra ciarlerie, promesse non mantenute, soldi buttati e progetti di varia natura? Forse va rifatto tutto, non vale certo la pena ristrutturare, ma bisogna distruggere e ricostruire per creare qualcosa di davvero funzionale a tutto il territorio comunale, una sorta di polo dell’acqua, che serva non solo alle attività sportive, ma anche a quelle sanitarie ma insomma, più in generale, perché lo sport e il tempo libero in questo serafico comune non hanno mai avuto alcuna seria e costruttiva attenzione?
Non esiste nel giro di decine di chilometri quadrati un palazzetto dello sport degno di questo nome nonostante vi siano centinaia, forse migliaia di praticanti discipline di squadra che necessitano di luoghi al chiuso. L’unico palazzetto che esiste è stato dato in gestione ad una società privata che copre gli oneri, ma impone anche regole molto stringenti ed esclusive. Lo sport è salute, aggregazione sociale, crescita culturale: va considerato attività fondamentale di cui si devono occupare in modo preminente le pubbliche amministrazioni.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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