07 Giugno 2020

Ognuno faccia la sua parte

Carlo Cianetti
Ognuno faccia la sua parte

Ieri Assisi ha riaperto finalmente bottega, con un paio di settimane di ritardo.

Nel centro storico ma anche nelle frazioni è tornata una vita  quasi normale. Per la verità si sono viste poche mascherine, la distanza fisica spesso non è quella prudenziale, ma insomma il virus in Umbria sembra scomparso da un pezzo.
Ora è necessario farlo sapere al resto dell’Italia e del mondo. In questo senso ognuno può fare la propria parte: sia i cittadini singolarmente, attraverso i social e le proprie reti di comunicazione o il passaparola, sia le amministrazioni pubbliche, utilizzando la comunicazione istituzionale, ma soprattutto devono fare la propria parte i commercianti e gli imprenditori.
E si ricordi sempre che i turisti vanno dove c’è vita. Ora non torniamo a ragionare sul turismo esperenziale, ma insomma se le città non riavviano le dinamiche sociali interne, non sono attrattive neanche per i visitatori.

Per cui cominciamo a rivivere noi stessi la nostra città.

Ci si è favorevolmente stupiti del pranzo in piazza a Montefalco, ma quello era organizzato da associazioni imprenditoriali e di cittadini. Ad Assisi non si può aspettare che le cose migliorino da sole, perché non è detto che accada, qualcosa allora va fatto.
Innanzitutto proviamo ad essere ospitali con offerte sia in termini di prezzi che di qualità fortemente concorrenziali. Meglio vendere una camera a 40 euro che rimanere vuoti e dimenticati, meglio offrire un pasto a 20 euro e riprendere il giro, riempire la sala, che niente.
Federalberghi, confcommerccio e le altre associazioni di categoria facciano sapere, con adeguate promozioni pubbliche, che con una spesa di 100 euro si può soggiornare nella nostra città, fra le più belle d’Italia, per due giorni.
Avviamo un’operazione cortesia, che richiami anche per il turisti vicini: dimezzamento delle tariffe dei parcheggi e riduzione evidente dei prezzi in tutti gli esercizi commerciali, in particolare nei bar: caffè a 0.70, aperitivi a 2 euro, gelati a 1 euro, eccetera.
“Piazze insieme”, ovvero cene in 3 grandi piazze del centro storico (San Rufino, piazza del Comune e San Pietro), organizzate dai ristoratori delle 3 zone, con menu fissi a basso costo, un po’ con lo spirito con cui il Bar Bibiano, ha organizzato porchetta e vino negli ultimi due sabati.
E poi, siccome ognuno deve fare la propria parte, i proprietari dei negozi dimezzino gli affitti per tutto il 2020.
Per Assisi questa è anche l’occasione per ristabilire un legame più collaborativo con le frazioni. Ora sono gli abitanti dei vari paesi del Comune a dover aiutare il centro storico, sapendo che se non riparte l’economia del capoluogo, tutto il territorio ne soffre. E allora è auspicabile che residenti dei vari paesi (da Tordandrea a Torchiagina) ricomincino a frequentare quello che, qualche volta, è stato vissuto come il salotto buono.
Le politiche autarchiche, anche nel turismo, non funzionano più. Assisi almeno una volta l’hanno visitata tutti gli italiani o quasi. Allora è necessario cominciare a vendere il contesto geografico e fare sapere che a pochi chilometri di macchina da Assisi si trovano gioielli come Spello, Montefalco, Bevagna. Luoghi che peraltro, complice la crescente attenzione alle pratiche salutiste e  ambientali, possono essere raggiunti anche a piedi o in bicicletta.

Spalanchiamo le porte e diamo il benvenuto a chi ci viene a trovare. Cominciamo ad accoglierli con il sorriso, buttiamo via il broncio da bottegai stanchi e satolli e  impariamo da quanto è accaduto che nulla di quanto ci è dato è per sempre

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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