Ci sono ferite sanguinanti in tutte le città. Sono quei luoghi trascurati, dimenticati, maltrattati che in passato hanno avuto funzioni sociali e culturali. Anche ad Assisi ve ne sono. Viene subito in mente la Piscina comunale, il Pincio (che comunque ha ripreso a vivere) e, ancora più dimenticate, le Fonti di Mojano.
Le Fonti sono un luogo speciale, incastonate in uno straordinario brano di città: si è in pieno centro, sulle mura storiche, al confine con un grande parcheggio, a contatto con l’ex mattatoio (ora sede della Guardia di Finanza)e con uno sguardo verso la pianura.
Sono di origine antichissima, questa era una zona di lanaioli e tintori nel Medioevo. Attive fino alla metà del secolo scorso, sono state pian piano abbandonate e successivamente depredate anche delle pietre dei lavatoi. Vi sono stati diversi tentativi di recuperarle e valorizzarle, ma allo stato tutto è fermo.
Una riposta alla desertificazione dei centri storici è il recupero e la valorizzazione a fini socio-culturali di alcuni punti nevralgici. Mojano è uno di questi.
Il luogo fisico delle fonti, che ha una superfice di circa 250 metri quadrati, può diventare tutto: una biblioteca, una ludoteca, un punto di accoglienza e di informazioni per la visita della città e altro ancora. IL recupero e la valorizzazione di questo angolo dovrebbe essere un “innesco” e negli anni successivi allargarsi anche all’ex Mattatoio, destinandolo a “Casa delle associazioni” (come proponemmo già 15 anni fa) e sistemare la Guardia di Finanza in altre siti del territorio comunale, più decentrati e più comodi per gli stessi agenti delle Fiamme Gialle.
Nel giro di pochi anni Mojano diventerebbe un fulcro di socialità capace, grazie anche alla vicinanza del parcheggio, di attirare cittadini anche da tutto il Comune e oltre.
E’ auspicabile quindi, che sui avvii un concorso di idee di livello nazionale, magari preceduto da una fase di partecipazione popolare. E’ ovvio spetterebbe all’amministrazione farsi carico di certe iniziative.
Si ricordi sempre che la politica “alta” guarda alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni…
