03 Marzo 2024

Meno turisti ma più consapevoli

Carlo Cianetti
Meno turisti ma più consapevoli

Se vogliamo migliorare la qualità della vita dei residenti e dei turisti è necessario cambiare rotta immediatamente.

L’Amministrazione comunale ha informato che l’agenzia pubblicitaria Armando Testa, una delle più prestigiose del Paese, è stata incaricata di realizzare uno spot su Assisi, servirà a richiamare altri turisti. Sarà fondamentale capire quale messaggio si vuol trasmettere e speriamo che vi sia l’accortezza di non continuare sempre sulla solita strada: la città di San Francesco, dell’arte e la cultura, la spiritualità, eccetera. Vi è urgente bisogno di dare una svolta anche all’immagine di Assisi, senza rinnegare nulla, ma offrendo nuove opzioni.

Siamo già in overtourism, cioè in quella condizione in cui il turismo impatta negativamente sulla vita quotidiana di chi vi abita. Non si possono certo cacciare i visitatori dalla Città né ostacolarne l’arrivo, ma è necessario avviare pratiche che producano selezione e ridimensionamento della massa di avventori.

Se migliora la qualità dell’offerta si riesce a fare selezione anche della qualità della domanda.

Fare di Assisi una città slow, a ecologia integrale, dove è vietato l’uso di mezzi a motore inquinanti, è già un modo per attrarre un certo tipo di visitatori e tenerne lontani altri. Creare luoghi facilmente accessibili di cultura, dalle biblio-mediateche ai musei interattivi; offrire servizi e reti digitali, àmbiti di socialità, curare le aree verdi e renderle fruibili anche per attività sportive oltreché di ristoro, a cominciare dal Pincio. Valorizzare con punti informativi le chiese e i palazzi.

Riappropriarsi, quando sarà il momento, dei parcheggi costruiti in partenariato pubblico-privato per una destinazione socialmente più proficua (sempre a parcheggio, ma non solo).

Lo smart-working è destinato a riprendere piede dopo la recessione subita nel post-pandemia e non sarebbe male creare proprio nel centro storico luoghi di co-working, cioè dove varie professionalità possano coesistere e lavorare in comune potendo disporre di spazi attrezzati e adeguati a svolgere il proprio lavoro: dagli avvocati ai giornalisti, dagli impiegati ai consulentii, giusto per citare alcune professioni.

Ad Assisi per i giovani non vi è nulla, nessuno di fatto ha mai pensato a loro. Le scuole sono state decentrate, non esiste un luogo dove fare gruppo, vedersi, fare festa, organizzare una mostra, un incontro. Insufficienti le infrastrutture per lo sport. Pochissimi ormai – 2 o 3 – sono i bar dove darsi appuntamento. Una città che vuol vivere, invece, deve essere una città nella quale i giovani stanno bene.

Assisi è un bel museo all’aperto, ma disordinato. Vanno tolti tanti oggetti ingombranti (a cominciare dalle auto), e va riorganizzato in maniera che vi si possa vivere facilmente e piacevolmente.

E ricordiamoci, non abbiamo bisogno di altri turisti: abbiamo bisogno di meno turisti, più consapevoli e curiosi, rispettosi dell’ambiente come quelli che arrivano attraverso i “Cammini”; abbiamo bisogno del rumore quotidiano di chi abita la città, di nuove reti sociali e di altri luoghi in cui stare insieme, parlare, scambiarsi idee e divertirsi.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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