06 Novembre 2022

Crescono immobili della Chiesa e attività ricettiva, la città si spopola.

Carlo Cianetti
Crescono immobili della Chiesa e attività ricettiva, la città si spopola.

La Sindaca e gli Assessori Capitanucci e Leggio hanno avuto la bontà e la pazienza di presenziare al convegno da noi organizzato (“Fortini, Astengo; e poi? Il cammino lento verso il 2026”), che si è tenuto sabato 29 ottobre alla Sala della Conciliazione.

Purtroppo, si era fatta una certa ora e non vi è stato tempo per un dibattito e un confronto con le tante persone che erano presenti.

Però ci ha onorato di un suo breve intervento la Sindaca Proietti.

Ha toccato alcune questioni velocemente e ha concluso affermando, più o meno, che lo spopolamento del Centro storico è anche effetto di un Piano regolatore, quello di Astengo, che concependo un’ampia zona di espansione della città ha di fatto indotto la popolazione a trasferirvisi.

Credo siano utili alcune considerazioni.

Il primo Piano di Astengo (1958) prevedeva una zona di espansione molto più limitata e, peraltro, con servizi pubblici, a cominciare dalle scuole. Tanto per intenderci, nel PRG non erano contemplati gli enormi edifici dei Cappuccini, diversa era quindi la viabilità; l’edificazione a est aveva come limite il curvone, superato il quale, si ascende direttamente verso la Rocca minore. Altre edificazioni di pubblica utilità erano previste più a valle.

Il Consiglio comunale di Assisi boccia il primo PRG del 1958 per varie ragioni. Si crea, per esempio, un asse di dissenso fra tutti i consiglieri angelani, compresi i comunisti, perché temevano che la nuova viabilità potesse escludere la Frazione dal traffico di uscita veicolare dal Centro storico.

Ma il fatto determinante, a detto dello stesso Astengo, fu l’approvazione della legge speciale del 1957, che finanziava riccamente interventi di costruzione, ristrutturazione e ampliamento. Di fronte alla possibilità di nuova edificazione il perimetro normativo del Piano appariva troppo stretto.

Poi la politica locale uscì allo scoperto su un’altra questione decisiva: cioè la regolamentazione delle zone industriali. Gli interessi in campo confliggevano con il rispetto di certi parametri.

Il secondo PRG di Astengo, approvato nel 1972, è molto più lasco e tiene evidentemente conto dei cambiamenti e delle nuove costruzioni nel frattempo realizzati e, soprattutto, delle notevoli pressioni di politici e imprenditori. Le linee progettuali della zona di espansione sono in buona parte quelle che poi sono state realizzate. Ma con alcune differenze sostanziali: neanche nel secondo PRG era previsto il convento (attività ricettiva) dei Cappuccini che, di fatto costituisce uno degli interventi più violenti nella storia urbanistica recente. In quello spazio era prevista una strada che saliva gradatamente, un piccolo parco e alcuni manufatti destinati ad abitazione.

Un’altra differenza notevole è che non sono mai stati costruiti scuole, asili, cinematografo e centro di aggregazione. Di fatto, quindi, anche quel PRG è stato in grande parte disatteso. Si dirà che anche Astengo si è piegato ai poteri forti. Certo, ma le possibilità erano due: o mandava al macero le tante carte del Piano realizzate in 15 anni di lavoro, lasciando Assisi senza un PRG, o si conformava alle direttive della politica e alle richieste del commercio.

Anche Francesco di Assisi propose una prima Regola molto rigida e sconvolgente per i costumi dell’epoca, ma poi volendo ottenere un qualche risultato dovette scendere a compromessi con il Papa e acconsentire all’applicazione di una seconda Regola molto meno stringente.

Secondo noi lo spopolamento del Centro storico ha soprattutto altre cause.

Dagli anni Settanta a oggi il patrimonio immobiliare delle famiglie religiose e afferenti alla Chiesa – sia nel Centro storico che a Santa Maria degli Angeli – è aumentato esponenzialmente. Non vi è via, in queste due realtà urbane, ove non vi siano immobili di proprietà ecclesiastica. C’è chi parla addirittura di un patrimonio immobiliare pari al 60% degli edifici, ma un calcolo andrà fatto in maniera scientifica. In pratica le abitazioni civili hanno lasciato il posto a quelle religiose.

Su un altro versante, sono aumentate vertiginosamente le attività ricettive. Nel 2004 nella Variante al PRG firmata dall’architetto Serra si calcolavano circa 3500 posti letto. Oggi, secondo dati forniti in via informale dall’assessorato al turismo, siamo a oltre 10.000 posti letto. E pensare che lo stesso Serra scriveva nella Variante: si potrà “prevedere la variazione di destinazione da residenziale a turistico-ricettiva solo se finalizzata all’ampliamento degli esercizi alberghieri esistenti … fino al limite di 25 camere totali”.

La situazione attuale, quindi, è frutto di politiche e comportamenti di svendita della Città, che ha sposato la legge della turistificazione senza alcuna remora.

Inoltre, le amministrazioni comunali negli ultimi 30 anni non hanno investito in edilizia pubblica. In alcuni casi rinunciando anche a sovvenzioni regionali e nazionali allo scopo destinate. Così facendo, è ovvio, si è lasciata mano libera all’impresa privata.

Infine, ci sono state altre ragioni contingenti che hanno portato all’emigrazione verso altri comuni: il terremoto, la ricerca delle ‘comodità’, problemi di mobilità, eccetera.

Il problema dello spopolamento dei centri storici è fenomeno diffuso in Italia e in Europa. Le cause sono specifiche di ogni realtà. È necessario conoscerle, interpretarle e intervenire per evitare che le città muoiano.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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