31 Luglio 2022

Continuiamo a farci del male: cemento e asfalto pari a 6 campi da calcio fra il 2020 e il 2021.

Carlo Cianetti
Continuiamo a farci del male: cemento e asfalto pari a 6 campi da calcio fra il 2020 e il 2021.

Il rapporto annuale dell’ISPRA (Istituto nazionale per la ricerca e protezione ambientale) traduce attraverso i dati le preoccupazioni che abbiamo più volte esposto su queste pagine a proposito del consumo di suolo e, in generale, sul degrado ambientale del nostro territorio e della nostra Regione.

Fra il 2020 e 2021 in Umbria si è occupato con nuove costruzioni un territorio di 112 ettari. Per dare un’immagine, è come se si fossero gettati cemento, asfalto e altri materiali da costruzione per una superficie pari a circa 115 campi da calcio.

Nel nostro piccolo, nel comune di Assisi non abbiamo scherzato: si è bruciata nello stesso periodo una superficie di verde pari e 5 ettari, più o meno 6 campi da calcio. Sono dati che preoccupano perché danno il segno di una progressiva e prepotente ripresa della cementificazione nel nostro territorio.

Un anno prima, fra il 2019 e il 2020, si è consumata una superficie di un ettaro. Molto meno.

Se consideriamo che Assisi è incastonata fra Bastia, il comune più cementificato dell’Umbria (ad oggi il 26% della superficie comunale) e Valfabbrica, che ha fatto registrare 8 ettari fra 2020 e 2021, con la percentuale di consumo di suolo per abitante più alta della Regione, bisogna cominciare a dire con molta fermezza ai nostri amministratori comunali che si devono dare una regolata perché rischiamo di compromettere definitivamente un’ampia area dell’Umbria.

A nostro avviso l’enorme aumento di consumo di suolo nel nostro comune è anche conseguenza del Piano regolatore voluto da Ricci e compagnia nel 2014, ormai pienamente effettivo. Un Prg devastante, come abbiamo detto più volte, (accompagnato da una normativa regionale in materia urbanistica altrettanto dannosa), e rispetto al quale questa amministrazione e la precedente, che si presentava agli elettori con la promessa di “consumo 0” di suolo, hanno fatto nulla.

In 6 anni la Sindaca Proietti non ha ritenuto di porre mano al PRG, di porre freno a una proliferazione di costruzioni in zone delicatissime del territorio, come il cono panoramico fra Assisi e Santa Maria degli Angeli.

Si badi bene, nei 5 ettari di cemento e catrame del 2021 non rientrano le imbarazzanti operazioni di Villa Gualdi e le altre nella stessa area che abbiamo più volte segnalato, perché in quei casi si tratta di recupero di volumi esistente (porcilaie, annessi, granai, eccetera). La legge lo consente: hai 3 porcilaie di nessun valore? Non preoccuparti, ti permetto di costruire un palazzo. Ma questo è un altro discorso, di cui abbiamo più volte ragionato.

Ora rimane la preoccupazione per la ingiustificabile voglia di edificare alla quale non corrisponde alcuna reale esigenza da parte della popolazione. Si tratta solo di operazioni di mercato, mentre avremmo bisogno di tutt’altro: recuperare e ripopolare, restituire dignità ai centri storici e valorizzare la splendida natura che circonda la nostra Assisi.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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