19 Giugno 2022

Il silenzio deprimente della politica sui temi urbanistici

Carlo Cianetti
Il silenzio deprimente della politica sui temi urbanistici

Sui “social” e altrove ci è stata rimproverata l’insistenza con cui abbiamo trattato della ristrutturazione di Villa Gualdi. Chi ci segue con attenzione sa che, a più riprese, abbiamo denunciato diverse altre operazioni di “intasamento” del territorio comunale e in particolare del lembo fra Assisi e Santa Mara degli Angeli

Ma Villa Gualdi meritava e merita un’attenzione particolare per il suo valore simbolico, storico e per la sua delicatissima posizione. D’altronde le opere di ristrutturazione sin qui realizzate hanno suscitato diffusi malumori e indignazione. Indignazione che, tuttavia, non si manifesta mai in forme plateali ed evidenti, come richiederebbe un’adeguata sensibilità civica.

Ciononostante Assisi Mia continuerà a fare da “cane da guardia”, nella speranza che pian piano aumenti la consapevolezza del valore del territorio, del suolo, dell’aria, dell’acqua e di tutto il creato nel quale viviamo e che con essa cresca la capacità comunitaria di ribellarsi alle cattive pratiche ambientali che hanno caratterizzato quasi tutte le amministrazioni comunali negli ultimi 50 anni.

L’orientamento di questa Giunta, come annunciato dall’Assessore all’Urbanistica, è di intervenire sui beni sparsi (circa 2400) con varianti al Piano regolatore, ogni sei mesi.

D’accordo sulla necessità del riutilizzo e del recupero di volumi nelle campagne assisane, ma il rischio è che il modello sia quello di Villa Gualdi, che non tiene conto affatto né della delicatezza dell’ubicazione (impatto ambientale), né di altri elementi di carattere tecnico ed estetico.

Poniamo una domanda: si può consentire che al posto di 4 stalletti di nessun valore storico, edilizio, estetico, si costruisca un palazzo di 2 piani, bellamente esposto e drammaticamente invasivo? La risposta è una sola: no!

E se le leggi attualmente lo consentono bisogna intervenire perché ciò non sia più possibile. L’annesso per rimessaggio, lo stalletto per maiali e tutte le porcherie costruite più o meno abusivamente (e magari condonate) meritano una sola destinazione: ove non siano più utilizzabili debbono essere demolite, senza che la loro volumetria venga aggiunta ad altri edifici.

E questo lo si può decidere con una Variante generale al PRG, che tutti promettono e nessuno è intenzionato a realizzare per un semplice motivo: l’urbanistica, l’edilizia, i condoni (fiscale ed edilizio) sono le principali leve elettorali. Ed è per questo che di fronte alla possibilità di devastare il territorio tutti si voltano dall’altra parte: ai politici il permissivismo porta voti, fra i cittadini vince la regola dell’ “oggi a te domani a me”, meglio non impicciarsi perché se lo fa lui domani dovranno permetterlo anche a me.

Un silenzio che è danneggia irrimediabilmente quel preziosissimo bene comune che è la Terra. Così facendo regaleremo ai nostri figli un Territorio e una Città più brutti, meno vivibili e più depressi.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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