16 Gennaio 2022

L’inutile Pala-Eventi

Carlo Cianetti
L’inutile Pala-Eventi

La pandemia ha portato morte e danni, depressioni e crisi sociale, separazioni e obesità, aumento delle distanze fra ricchi e poveri. E tanti altri problemi.

Ma ha consentito a molti cittadini, assisani e umbri, di frequentare e conoscere il Pala-Eventi, la struttura che fa parte del complesso ex-Montedison realizzato negli anni Cinquanta a Santa Maria degli Angeli, dagli architetti Riccardo Morandi (sì, quello dei ponti) e Pierluigi Nervi (sì, lo stesso della sala delle udienze del Vaticano).

Abbiamo così potuto valutare quale idiozia sia stata compiuta dall’amministrazione comunale che a suo tempo decise di restaurare questo manufatto. Ovviamente stiamo parlando della stessa gente che nel post terremoto ha gestito tanti miliardi di lire e milioni di euro, costruito tante opere pubbliche, alcune delle quali (troppe!) inutili se non dannose.

Il Pala-Eventi non si sa a cosa serva. Perché come tutte quelle cose costruite senza essere pensate e razionalmente progettate per uno scopo, alla fine non è stato quasi mai utilizzato.

Una volta nelle case c’era “la sala”. Era uno di quei luoghi importanti, istituzionali, dell’abitazione. Che si occupava nelle feste comandate, quando arrivavano ospiti importanti o si effettuavano conviviali di famiglia. Era la stanza nella quale si piazzava il televisore buono, il salotto di valore, dal quale non si toglieva il cellophane per non sciupare la tappezzeria. Il tavolo di legno massello o addirittura di marmo come il pavimento, che veniva trattato a fondo con la lucidatrice e che si poteva calpestare solo con le pattine, per non lasciare strisciate. “La sala” era di fatto un luogo quasi inaccessibile, un po’ museale, pensato per gli eventi appunto, e nell’arco dell’anno se ne apriva la porta al massimo una decina di volte, 5 di queste per pulirla e lucidarla.

Il Pala-Eventi di Santa Maria degli Angeli è un po’ la stessa cosa. Realizzato senza un minimo di visione e di senso pratico, è stato utilizzato pochissime volte in questi decenni.

Eppure, uno spazio come quello si prestava a molte funzioni. La prima che ci viene in mente è realizzarvi un palazzetto dello sport. Poco prima, sempre le solite geniali menti avevano distrutto il precedente palazzetto realizzandovi la piscina. Questo bel manufatto poteva diventare davvero un luogo polifunzionale se progettisti malaccorti non avessero pensato di costruirvi un interpiano – una costruzione sospesa nella parte apicale della affascinante costruzione a parabola – che ne limita l’altezza e quindi la fruibilità.

Ora, se non abbiamo capito male, questo edificio ospiterà le Federazione pugilistica e, tutto sommato, non è una cattiva idea. Ma forse sarebbe stato meglio, anche se in ritardo, realizzarvi il tanto agognato palazzetto dello sport, che migliaia di praticanti attendono da anni, non essendovi altra struttura per la pratica sportiva al chiuso, se non quello della provincia, ormai in gestione privata.

Invece per il palasport, sempre in base a quanto abbiamo capito, sorgerà, sempre in quell’area, un altro volume. Ha senso occupare altro suolo, gettare altro cemento?

E comunque tutto il male non viene per nuocere, le emergenze causate dalla pandemia hanno dato, seppure per brevi periodi, un senso alla vita dell’altrimenti inoperoso e superfluo Pala-Eventi.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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