26 Ottobre 2021

Un quinquennio decisivo per Assisi

Carlo Cianetti
Un quinquennio decisivo per Assisi
Basilica of Saint Francis of Assisi in the Umbria region of Italy

Finalmente abbiamo una Giunta. Nessuna sorpresa, per 4/5 è la stessa della passata legislatura, ma poi c’è l’innesto di Fabrizio Leggio al turismo, in quota M5S. È una buona notizia perché era auspicabile che la maggioranza fosse tutta rappresentata nel governo cittadino, e poi perché Leggio ha sicuramente idee e competenze per poter essere un buon assessore al turismo.

Per la verità, presi uno per uno gli assessori (ci scusino le signore per il plurale maschile universale) hanno nei propri curricula le competenze adeguate al ruolo. Il problema è che la passata legislatura è stata caratterizzata da un’impostazione eccessivamente dirigistica della Sindaca e, soprattutto, limitata da una visione contingente della realtà, da una scadente e scarsa progettualità.

La speranza è che l’esperienza abbia prodotto maturazione delle capacità amministrative dei governanti.

Ci permettiamo alcune, generiche, raccomandazioni.

Si ascoltino i cittadini, ma nella consapevolezza che la famosa “gente” esprime spesso istanze particolaristiche e personali. Gli italianai (gli assisani ne sono fedele paradigma) eccellono per scarsi senso civico e rispetto della cosa pubblica, per cui è giusto ascoltare il popolo, ma soprattutto è necessario ascoltare persone competenti.

Francesco Rutelli che, a detta di buona parte dei romani, è stato uno dei migliori sindaci della Capitale negli ultimi decenni, ha raccomandato a Gualtieri di avvalersi di una squadra di 100 persone, esperti e conoscitori della Città.

Ad Assisi serve una compagine molto meno numerosa, ma la Sindaca impari a delegare, ad avvalersi di un bel gruppo di collaboratori, anche al di fuori della Giunta e della macchina amministrativa. Come ben si sa, la Città esercita un’attrazione tale da richiamare personalità di livello da tutto il mondo. Però sappiamo anche che la copetenza tecnica deve essere coniugata alla conoscenza della realtà e del territorio. Per cui, senza tanti voli di fantasia, si individuino una decina di persone della zona, con deleghe molto precise, per affiancare la Giunta nella quotidiana gestione della Città.

Per quanto riguarda il turismo, riteniamo che un rilancio qualitativo passi per il miglioramento della vivibilità di Assisi. Non tanto, quindi, festival ed eventi di medio-basso richiamo mediatico, ma miglioramento dei trasporti, delle infrastrutture, dei collegamenti interni, dei servizi, della rete commerciale e ricettiva, della dimensione esperenziale “tout court”.

Cioè in un quinquennio deve maturare all’esterno l’idea e l’immagine di Assisi come città dove si vive bene, perché vi sono i servizi giusti, rispetto dell’ambiente e della sua fruibilità (leggi percorsi a piedi e in bici), si mangia e si vive bene, vi è un’offerta culturale di livello e, soprattutto, cortesia e ospitalità. Manca tanto di tutto ciò, ma vi sono potenzialità importanti da sviluppare.

Un altro auspicio è che si metta mano al PRG. Intanto servono modifiche nette che diano strumenti per evitare nuove “Villa Gualdi”, ovvero la progressiva cementificazione di aree delicatissime dal punto di vista ambientale e culturale. Poi si proceda a una efficace regolamentazione del traffico, soprattutto nei centri storici e, di pari passo, con la revisione del PRG, definire i ruoli delle varie realtà territoriali, rispettandone e sviluppando vocazioni economiche e sociali.

Più di 25 sono i progetti nell’ambito del PNRR, chissà che ne sarà. Ma sappiamo con certezza che nel 2025 c’è il Giubileo e, l’anno successivo, l’Ottavo anniversario della morte di San Francesco. Arriveranno un sacco di soldi. Speriamo si abbia il coraggio di cambiare marcia e dare svolte qualitative.

Assisi ha già ricevuto in occasione degli ultimi Giubilei e del post terremoto, tanti soldi: sono stati utilizzati quasi sempre molto male, perché la tendenza è stata quella a perpetuare il passato, cioè a imbellettare quello che c’era prima e, in altri casi, a realizzare opere inutili, per mancanza di progettualità.

Speriamo questa volta si evitino gli stessi errori.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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