02 Maggio 2021

Chi gestirà le decine di milioni di euro destinati ad Assisi?

Carlo Cianetti
Chi gestirà le decine di milioni di euro destinati ad Assisi?

Nel prossimo quinquennio (e oltre) Assisi verrà probabilmente inondata di denaro. Da una parte il Piano di ripresa e resilienza (PNRR), dall’altra l’ottavo centenario dalla morte di San Francesco (2026), consentiranno alla nostra Città di disporre di risorse quante mai prima. Forse qualcosa di paragonabile al 1926 quando il podestà Arnaldo Fortini, forte delle relazioni privilegiate con il Governo nazionale e con Benito Mussolini in persona, riuscì ad ottenere imponenti sovvenzioni. Allora, come noto, Assisi si scrollo di dosso tanta polvere, vennero realizzate importanti opere e ristrutturazioni (non tutte commendevoli) e fu l’inizio di un rilancio di cui ancora gode.
La notizia di per sé è molto buona perché le risorse che arriveranno non dovranno essere destinate a porre rimedio a eventi catastrofici, come avviene dopo terremoti o devastazioni naturali, ma potranno essere tutte utilizzate a rendere la Città più accogliente, più vivibile e soprattutto più viva.
Sarà l’occasione per puntare a progetti “alti” (come quello annunciato dalla Regione, sulla mobilità elettrica) ma sarà necessario avere chiara una precisa idea di città, sapere con nettezza dove si vuole andare.
Anche ipotesi come quella di togliere le auto dal centro storico, che a noi piacciono, vanno molto ben calcolate perché, come ha scritto Francesco Berni su Assisi Mia lunedì scorso, potrebbero produrre più danni che benefici.
I soldi arrivati dopo il terremoto sono stati utilizzati per opere talvolta inutili, altre volte fatte male. Si pensi al disastro compiuto con il restauro del Monte Frumentario e la realizzazione del Palazzo degli eventi, dell’ascensore di via Galeazzo Alessi, del sottopasso di Via Patrono d’Italia, del PUC, giusto per citarne alcune. Si sono trascurati interventi necessari come gli impianti sportivi, le scuole, luoghi di socializzazione e di formazione, aree verdi.
Insomma la memoria di certe sciatterie e cialtronate è ancora fresca, sarà necessario non ripetersi. E qui viene la nota dolente: chi gestirà la pioggia di denaro che cadrà sulla Città?
Se guardiamo come è stata gestita Assisi dal dopoguerra ad oggi c’è poco da scialare. A parte qualche sprazzo di buon senso, è sempre mancata visione del futuro. Si è andati avanti con l’ordinaria amministrazione, si è galleggiato grazie a un’economia turistica florida, che ha garantito il benessere dei commercianti e delle famiglie.

Gli interventi pubblici memorabili per il loro impatto sulla qualità della vita dei residenti e dei turisti si contano sulle dita di una mano.

Un altro motivo di preoccupazione è la scarsissima sensibilità mostrata negli ultimi decenni dalle forze politiche in materia ambientale. La vicenda di Villa Gualdi, di via Borsi (Madonna delle Grazie) e del progressivo consumo del suolo, finanche nelle zone più delicate come l’area di congiunzione fra Assisi e Santa Maria degli Angeli, non ha minimamente suscitato reazioni da parte dei futuri candidati alla carica di sindaco e dei partiti che li sostengono. Il motivo è molto semplice: tutti sono corresponsabili della scellerata gestione del territorio negli ultimi 30 anni. Con l’esclusione del M5S che è stato in questo avvantaggiato dalla sua giovinezza.
Quindi se il rispetto dell’ambiente deve essere considerato prioritario in ogni agenda programmatica da qui ai prossimi decenni, c’è da mettersi le mani nei capelli.
Da più parti, in queste settimane, dopo il clamore suscitato dalla ‘superfetazione’ di Villa Gualdi, è giunta l’esigenza di creare comitati, associazioni per la tutela del territorio. La nostra sensazione è che vi sia davvero bisogno.
Le grandi associazioni ambientaliste nazionali, a cominciare dai promotori del roboante “Manifesto di Assisi”, evitano di mettersi in conflitto con potentati locali che, voltandosi dall’altra parte, danno implicito consenso a quel che sta accadendo.
E allora è necessario che i cittadini stessi si organizzino e diventino i cani da guardia delle proprie terre, dei propri borghi, delle proprie città.

Carlo Cianetti
Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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