18 Aprile 2021

La Bellezza e le becciafavole

Carlo Cianetti
La Bellezza e le becciafavole

L’amministrazione comunale si è pronunciata sulla vicenda Villa Gualdi. Si spiega in una nota data alla stampa che tutto è in regola, che il progetto è stato sottoposto agli organismi di controllo, più volte.
Chi scrive, così come la quasi totalità del gruppo di “Assisi mia”,  ha sollevato obiezioni e mostrato sbigottimento per quel che sta accadendo, ma mai si è dubitato sulla regolarità dell’operazione edilizia. Anche perché solo dei dementi si sarebbero avventurati in un intervento così clamoroso e impattante senza avere tutte le autorizzazioni.
Ma da subito, quando abbiamo visto costruire in una settimana una struttura metallica di centinaia di metri cubi, a un tiro di schioppo da san Francesco, ci siamo chiesti: ma come è possibile?
La spiegazione fornita dall’Amministrazione comunale di Assisi è imbarazzante, perché dà il senso di una visione burocratica della cosa pubblica: si poteva fare, lo abbiamo autorizzato.
È vero la bellezza è soggettiva, anche l’intelligenza artificiale lo ammette. Ma la bruttezza ha una sua oggettività, ed è spesso collegata al danno.  
Volendo metterla su un piano meno filosofico, più pratico, ricordiamo che esiste il metro, inteso quale unità di misura: un edificio alto 8 metri è più visibile di uno alto 4 metri. Una palazzina con quella struttura, un parallelepido gettato lì, nel pieno del cono panoramico, è probabilmente meno gradevole alla vista di volumi modulati diversamente e con qualche accortezza progettuale in più.

Chiunque abbia un minimo di esperienza amministrativa sa che quando si costruisce in un sito storicamente e culturalmente molto significativo, l’amministratore comunale ha il compito di persuadere il proprietario dell’area che quel manufatto va realizzato in un certo modo: rispettoso del luogo, con impatto visivo e consumo di suolo limitati.
E non si venga a dire che se le regole lo consentono il privato può fare quello che gli pare, perché l’amministrazione pubblica ha molti strumenti di dissuasione. Nessun privato si mette a fare una guerra giudiziaria con il Comune, lasciando appeso un progetto che comporta investimenti di milioni di euro
A monte di questa e di altri impattanti interventi edilizi già avviati nella piana fra Assisi e Santa Maria, c’è il famoso PRG voluto da Ricci e Lunghi. Da una sommaria indagine ci risulta che questa pratica di “ritagliare” all’interno di aree agricole spazi con diversa destinazione d’uso e quindi con maggiore possibilità edificatoria (come è successo per Villa Gualdi), è un’invenzione che risponde prima di tutto a una logica clientelare. Infatti molti di questi “ritagli” sono stati approvati a seguito di “osservazioni” al PRG da parte di privati.
Chi oggi amministra la città di Assisi è in carica da 5 anni. Che questo PRG fosse un attentato al territorio lo si dice dal 2011. Tutti sanno che è stato redatto in pochi mesi (non in sette anni e mezzo come sostiene l’assessore all’urbanistica), approvato per la parte preliminare nell’ultima seduta di consiglio comunale prima delle elezioni del 2011, in osservanza della famosa regola Achille Lauro: ti do ora la scarpa destra, poi se mi voti di do anche la sinistra.
Ebbene, la Sindaca sapeva che la modifica di alcuni aspetti aberranti del PRG era una priorità assoluta. Non si dica che terremoti ed epidemie hanno impedito di intervenire.

Le becciafavole possono essere raccontate ai bambini, per alimentare la loro fantasia, i cittadini apprezzano di più la verità e magari sarebbero anche disposti a tollerare gli errori.

Carlo Cianetti
Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

Seguici

www.assisimia.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]