07 Marzo 2021

Facciamo un “Patto per Assisi”.

Carlo Cianetti
Facciamo un “Patto per Assisi”.

In Italia il consenso politico post ideologico quello che, per intenderci, va oltre gli steccati di destra e sinistra, si è indirizzato verso il M5S. In altri stati europei, la Germania prima di tutti, hanno avuto grande successo i partiti ambientalisti.
Il tema dell’ambiente nel nostro Paese è ben presente da molto tempo e abbiamo annoverato anche personaggi di grande spessore, uno per tutti Alexander Langer, che 40 anni fa già criticava le politiche di sinistra legate allo sviluppo industriale, al lavorismo, al centralismo.
Insomma, diceva Langer, dubito che destra e sinistra siano così diverse nel momento in cui in economia puntano agli stessi obiettivi, quello della crescita economica fondata sul consumo di energie fossili e di territorio.
Noi riteniamo che la visione della società, i modelli e le ispirazioni sociali di destra e sinistra siano diametralmente opposti, e su questo piano si giocano le differenze fra gli schieramenti, in campo ideologico.
Ciò detto, noi che abbiamo il privilegio di vivere in una città come Assisi, dobbiamo porci alcuni problemi e individuare, possibilmente, soluzioni. Chiarito che solidarietà, rispetto delle differenze, accoglienza, fraternità sono valori irrinunciabili, la tutela dell’ambiente dovrà essere la luce che illuminerà l’operato delle amministrazioni comunali nei prossimi decenni.
Ma prima ancora che i politici e politicanti di turno, dovranno essere i cittadini a vigilare sul rispetto della propria terra, delle proprie strade, delle vie, dei monumenti, dei prati e dei boschi. Dovremo fare meglio anche dei nostri avi.

È necessario che ognuno, non solo se residente nel territorio comunale, e tutti coloro che guardano ad Assisi come a un riferimento spirituale, si facciano guardiani della Città.
Il rispetto dell’ambiente può produrre ricchezza. Si chiama sviluppo sostenibile, vuol dire tante cose, anche che si può generare reddito senza consumare beni inalienabili e risorse non rinnovabili. Un prato, se ci costruisco una casa, non è più un prato; il bel paesaggio agreste, che nelle stagioni cambia colore a seconda della vegetazione, scompare per sempre se al suo posto ci metto una piscina.
Gli assisani possono salvare Assisi e anzi renderla migliore e più vivibile se decidono di diventare i difensori della propria città, senza delegare. Deve germogliare un fiore che si chiama “coscienza civica collettiva”, solo questo fiore riuscirebbe a preservare la città dalle speculazioni, dalla sete di guadagno e dall’ignavia della politica.

L’associazione Assisi Mia sottoporrà ai prossimi candidati alla carica di sindaco un “Patto per Assisi”. Sarà un documento che includerà poche cose essenziali: zero consumo di territorio, recupero degli immobili in disuso, potenziamento delle fonti rinnovabili (riduzione in modo rilevante il consumo di energia fossile), pedonalizzazione dei centri storici, realizzazione di viabilità alternativa per il collegamento fra le frazioni e i comuni limitrofi, piste ciclabili e pedonali, rete digitale capillare e digitalizzazione servizi pubblici, valorizzazione del turismo ecologico.
Sono solo alcuni spunti, per ora un semplice elenco, ma una strada da percorrere se si vuole che Assisi diventi una città godibile non solo da chi ci vive, ma anche da turisti e visitatori. Una città intelligente e proiettata verso il futuro, in cui la spiritualità, l’arte e la cultura si sposano con tecnologia e rispetto dell’ambiente. Una di quelle città nelle quali si va in vacanza perché ci si sta bene.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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