21 Febbraio 2021

The lights are on, but nobody’ home. (Le luci sono accese ma nessuno è in casa. E i giovani, che fanno?)

Carlo Cianetti
The lights are on, but nobody’ home. (Le luci sono accese ma nessuno è in casa. E i giovani, che fanno?)

Mario Draghi nel suo discorso alle Camere ha detto di non essere d’accordo con quanti definiscono il suo governo frutto del fallimento della politica, poiché nessuno ha dovuto fare un passo indietro: semmai le forze politiche hanno fatto un passo avanti, spiega Draghi, mostrando unità utile al Paese. 
Quanto accaduto a Roma, secondo noi, è il risultato di una fragilità del sistema di rappresentatività. Regge la democrazia, ma se è vero, come esplicita la Consulta, che i partiti sono strumenti di rappresentanza di interessi politicamente organizzati, va detto che i partiti non sono più in grado di fare il proprio mestiere.
E infatti il M5S, primo movimento post-ideologico per di più di maggioranza relativa, esce dilaniato da questo ennesimo giro di valzer della macchina democratica. Gli altri partiti non stanno meglio: tutti hanno dovuto abbassare la testa, rinunciare, fare ampi passi di lato, per lasciare il posto ad un “primus inter pares” che di fatto assume poteri assoluti.
La situazione, proprio in termini di salute politica, appare peggiore di quella che si presentò nel 2011, Governo Monti, perché allora i potentati dell’economia occidentale imposero – unanimi – il commissariamento del Paese, a fronte di una situazione economica non peggiore di quella di oggi, ma sicuramente con i mercati pronti a maramaldeggiare sul fallimento dell’Italia. Si trattò di un “uno contro tutti” che non riuscimmo a sostenere. Oggi siamo messi male ma con un sacco di soldi da spendere e di fatto è lo stesso sistema partitocratico che ha deciso di suicidarsi per evidente incapacità di reggere la sfida del post-pandemia.

A livello assisano sta accadendo che il lockdown e la generale situazione socio-economica hanno debilitato fin quasi ad annullare la capacità di reazione politica. I partiti son morti di inedia, quelli che esalano qualche rantolo non hanno più alcuna capacità rappresentativa e certamente non meriterebbero alcuna considerazione alle prossime consultazioni elettorali per il banalissimo fatto che, come dice un proverbio americano, “le luci sono accese ma in casa non c’è nessuno”.
La Costituzione però ci stimola e ci ricorda che “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” Vuol dire che la politica non è solo dei partiti ma è prima ancora dei cittadini. Vuol dire che sono i cittadini a doversi dare da fare, mettersi insieme per rappresentare interessi, progetti, visioni ed esprimere idee.
Qui da noi, ad Assisi, sembra che sia scomparsa anche questa capacità, perché per fare politica bisogna avere senso civico, rinunciare a qualcosa di sé, metterci la faccia, sottoporsi al giudizio degli altri  e gettare il cuore oltre l’ostacolo, con spirito volontaristico, per servire la propria comunità e i propri concittadini.
Diceva Liliana Segre, ricordando i momenti drammatici della sua deportazione ad Auschwitz: “cercavo di avere quella forza che hanno gli adolescenti, che sono fortissimi e possono cambiare il destino loro e dei propri genitori”.
Gli adolescenti, ma più in generale i giovani di questa nostra Assisi, che fanno? Che aspettano a prendere in mano le redini della Città, a impegnarsi in politica per decidere come vogliono essere e come deve essere il loro mondo? Si dirà: ma ai giovani, così come alle donne bisogna lasciare spazi di agibilità. No, non è così e, comunque, non è più così: di spazi ce ne sono fin troppi, ci sono praterie da cavalcare, ma ognuno preferisce starsene da parte, nel suo cantuccio, al caldo, e che a sbagliare siano gli altri.

Il disimpegno è scelta libera e rispettabile poi, però, si impone il silenzio.

Carlo Cianetti
Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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