Da molte legislature, in Assisi, la politica non fa più il suo mestiere.
I partiti hanno completamento smesso di essere luoghi di confronto, di condivisione delle istanze civiche, di ascolto dei cittadini e di elaborazione dei progetti. Niente idee, niente “raccolta del consenso”.
La responsabilità maggiore è dei partiti tradizionali, nessuno escluso: i politicanti della maggioranza altro non fanno che appiattirsi sugli amministratori e diventano, semmai, prosecuzione delle politiche clientelari e di gestione del potere; i partiti di opposizione quasi mai riescono a elaborare un’azione di rappresentanza dei propri eletti e di contrasto degli errori delle amministrazioni. Mai e poi mai svolgono attività propositive.
Anche le liste civiche in questi decenni non si sono rivelate inutili alla causa del buon governo della Città. Spesso sono state specchietto per le allodole, funzionali agli interessi dei partiti maggiori.
E comunque ci risulta che alla vigilia delle elezioni, in quegli stessi fantasmatici partiti, fervano riunioni di tattici e strateghi. In pratica i tanti “nulla di fatto” si ripresenteranno a chiedere il voto e a ripromettere quello che non sono stati capaci di realizzare in questi 5 anni.
D’altro canto, chi è stato all’opposizione, riproporrà un modello di governo cittadino simile a quello che ha avvilito e talvolta gravemente danneggiato Assisi e il suo territorio dal 1996 al 2016.
Assisi ha bisogno di una grande aggregazione civica, fondata su progetti chiari e realizzabili. Le idee camminano sulle gambe delle persone, ma qui il problema è che non esistono le idee. Non esistono da anni.
Chi scrive non ha mai creduto alla politica post-ideologica. Perché se è vero che la crisi dei partiti è molto evidente e preoccupante, è anche vero che le decisioni di ogni governo hanno sempre una sostanza e una identità ideologiche.
In assenza di partiti credibili deve metterci la faccia chi ha voglia di cambiare le cose e migliorare la vita della propria Città. Spetta a chi conosce bene Assisi e il suo territorio, a chi ha girato e conosciuto il mondo, a chi ha studiato e lavorato alla realizzazione di progetti e idee farsi avanti e andare a chiedere il voto dei cittadini.
Spetta soprattutto ai giovani, ma anche a quanti finora si sono dedicati alle proprie cose, alla famiglia e alla carriera, pronunciare un robusto “io ci sono!”.
Assisi ha potenzialità di crescita enormi. Non basta fare l’elenco delle cose che non vanno, buttiamo via apatia e senso di impotenza, è arrivato il momento di tirarsi su le maniche e cominciare e fare.
La politica è di chi la fa, non è di per sé né buona né cattiva, assume i connotati di chi si impegna, di chi ci mette la faccia, non lasciamo che siano attori senza arte né idee a continuare lo spettacolo.