10 Gennaio 2021

Finito di litigare? C’è una città che aspetta

Carlo Cianetti
Finito di litigare? C’è una città che aspetta

E quindi la Sindaca ci prova ancora, tenterà di dare continuità al suo mandato.
Si era capito da un po’, anche perché raramente accade che un sindaco si fermi al primo mandato. Le nostre perplessità sui 5 anni trascorsi le abbiamo manifestate, ma ora ci piacerebbe sapere chi saranno gli altri candidati, se vedremo giovani che hanno voglia di dire la loro, esponenti delle associazioni pronti a metterci la faccia e soprattutto siamo curiosi di sapere chi avrà la ventura di riprendere la strada politica che fu di Bartolini e Ricci, cioè della destra.
Un po’ di serietà imporrebbe che le candidature fossero espresse con un certo anticipo, magari un anno prima. Sarebbe dimostrazione che chi intende sedere sulla poltrona di primo cittadino ha volontà di ascolto dei cittadini e delle associazioni, desiderio di esprimere le proprie idee, le proprie proposte, condividere un percorso.
Quando si arriva a pochissimi mesi dalle elezioni e ancora non si ha un candidato significa che la politica politicante, quella delle chiacchiere e delle poltrone è impegnatissime in tatticismi da quattro soldi, giochi delle tre carte, trattative da mercato delle vacche: io do questo a te, tu dai quello a me; a Città Castello tocca a te, ad Assisi invece ne mettiamo uno nostro, e via blaterando.

È necessario ricordare che le destre ad Assisi, sono davvero state sempre forze della conservazione, apprezzate da un elettorato che ha spesso avuto paura del cambiamento e che si è preoccupato soprattutto di scongiurare percorsi avventurosi, magari di crescita, che potessero in qualche modo intaccare certe rendite di posizione. Fin troppo banale riconoscere che se gli schieramenti di destra-centro non si fossero spaccate in 5-6 avrebbero vinto anche alle ultime elezioni.
Quelle politiche fondate sull’edilizia, che hanno piegato l’urbanistica al clientelismo, prive di uno sguardo verso i cittadini di oggi e quelli del futuro, totalmente disattente alle istanze comunitarie e sociali, ignare del reale valore culturale della Città e quindi incapaci della sua valorizzazione, addirittura sprezzanti dei valori francescani (quelli che il Papa ha condensato nell’enciclica Laudato Sì), ecco quelle politiche portate avanti soprattutto nel “decennio triste e ignavo”, dal 2005 al 2016, hanno dissanguato Assisi. Occasioni perse, una dietro l’altra, in cui le finanze pubbliche sono state quasi sempre disseminate alla ricerca del consenso elettorale.
Prima, quando ha governato Giorgio Bartolini, sono arrivati tanti soldi (quelli del terremoto e del Giubileo), quanti mai prima. Si è costruito qua e là, spesso a capocchia giusto perché c’erano le risorse, ma Bartolini aveva un’idea: valorizzare Santa Maria degli Angeli rispetto al resto del Comune. Quell’idea, dal punto di vista di chi governava, è stata realizzata. I risultati sono una realtà urbana confusa, con meno identità di prima, nella quale sono state realizzate opere a volte sconce, altre volte inutili, solo raramente giuste e opportune.
Abbiamo fatto una sintesi di poche righe per ricordare che i “moderati” al governo hanno mostrato poche idee, ma confuse. Ora che la leadership di quello schieramento è in mano alla Lega, il rischio è ancora maggiore: che alla ricetta “porchetta e cemento”, si aggiunga qualche ingrediente razzista e discriminante verso le diversità, demagogia da bar sport.
Chi scrive ha una precisa identità politica, mostrata esplicitamente in molte occasioni, ma Assisi Mia non farà il tifo per questo o quello, saremo dalla parte delle idee che ci piacciono. Con chi avrà davvero uno sguardo rivoluzionario, che rompa con il conformismo, l’approccio conservatore e spesso reazionario che ha caratterizzato quasi tutti i governi degli ultimi 50 anni.
La politica dovrebbe servire a ridestare gli animi e guidare una riscossa necessaria. Pensando alla situazione assisana viene in mente un cartello pubblicitario di qualche anno fa: “Finito di litigare? C’è una citta che aspetta!”

Carlo Cianetti
Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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