30 Novembre 2020

Protestate pure, ma cercate anche di capire

Carlo Cianetti
Protestate pure, ma cercate anche di capire

Le fake news, cioè le notizie false, contraffatte, talvolta vengono diffuse non per cattiveria o in malafede, ma semplicemente per ignoranza. Cioè si ignora ciò di cui si parla, oppure non si è capito bene ciò che si è letto. Volendo semplificare, è il dialogo del sordo, che coglie qualche sillaba ma non il discorso completo, per cui risponde un po’ ‘a recchia’, ma se la recchia non funziona si sconfina nell’assurdo.
E quindi in queste settimane abbiamo letto sui social una serie imponente di ragionamenti fondati su presupposti equivocati. Tanto per far capire anche gli analfabeti funzionali è come se si dicesse: oggi a pranzo si mangia pastasciutta e i convitati rispondessero: “a noi la carne non piace!”.
Veniamo al dunque. Chi scrive ha firmato su Assisi Mia un paio di articoli in cui si cercava di spiegare che non è il tempo delle lacrime ma quello della proposta, del ragionamento e della preparazione di un futuro che sarà probabilmente migliore del disgraziato 2020. Si voleva anche dire che Assisi non è una città qualunque, impone una dimensione morale che dovrebbe essere patrimonio di chi la vive e vi lavora.

A seguito delle proteste, molto spesso scomposte, ingiuriose, volgari, di varia umanità, due giovani – Giacomo Buzzao e Federico Mancinelli – si attivano per realizzare, attraverso Assisi Mia, la proposta di un mercatino digitale che possa aiutare quei commercianti che in questi mesi hanno avuto difficoltà. Tutti plaudono, anche perché l’iniziativa sembra una delle pochissime elaborate in questi mesi di magra da privati.

Ieri, sempre sul sito di Assisi Mia, Francesco Lampone (peraltro anche lui co-gestore di un’attività commerciale), scrive un articolo per spiegare che i commercianti di Assisi hanno tutto il diritto di protestare anche perché, paradossalmente, Assisi è stata esclusa dai contributi previsti per le città d’arte ad economia turistica. Lampone, fra l’altro, ironizzando se la prende con il ministro Franceschini e fa un ritratto grottesco e laido di un ipotetico commerciante proprio per scongiurare che qualcuno vi si riconoscesse. E ciononostante, spiega Lampone nel suo pezzo, anche questo ipotetico e inesistente coccettaro sarebbe legittimato alla protesta. E’ di fatto un punto di vista opposto all’articolo intitolato: “Le vacche non danno il latte, i commercianti protestano”.
Risultato: riposte sdegnate, patetiche, vittimistiche di alcuni commercianti che si sono sentiti anche stavolta volta additati e insultati da Assisi Mia.
Una preghiera: se ritenete di dire la vostra ed esprimere commenti, cercate prima di leggere quel che commentate, non vi fermate al titolo o alle prime righe; seconda cosa: quando leggete, cercate di capire quel che leggete. Se c’è una parola che non comprendete, aprite il dizionario, potete trovarlo facilmente anche sul web. Se dopo aver consultato il dizionario continuate a non capire, evitate di dire la vostra perché altrimenti rischiate di scambiare mele per cocomeri.
Mi spiegano che siamo antipatici, supponenti e colpevoli di usare un linguaggio troppo ambizioso. Non è nostra preoccupazione raccogliere simpatie, non stiamo a fare campagna elettorale. Questa città ha bisogno di un cambio di rotta e non si migliora continuando a crogiolarsi su un passato che non esiste più e a fare le stesse cose da 70 anni, che hanno portato al depauperamento del centro storico e alla desertificazione sociale.
Chi scrive per Assisi Mia cerca di fare proposte, lanciare idee, esprimere opinioni. Siamo aperti a vari contributi, molti assisani hanno avuto la possibilità di raccontare e di dire la propria dalle colonne di questo sito.

Continueremo a farlo, non tutti sono tenuti a comprendere, ma neanche a inventare nemici immaginari.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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