15 Novembre 2020

La vacca non dà più il latte e i commercianti protestano

Carlo Cianetti
La vacca non dà più il latte e i commercianti protestano

La scenografica protesta di alcuni commercianti, venerdì scorso, fa ritenere che vi sia una consapevolezza molto ridotta, autocentrata, di quanto sta accadendo in Assisi, nel resto d’Italia e del mondo.
Dopo aver guardato il proprio ombelico i commercianti e l’associazione che li rappresenta provino ad allungare l’osservazione, a proiettare in una prospettiva di più lungo respiro la propria azione.
Questa seconda crisi prodotta dalla pandemia si profila meno grave, in termini economici, di quella della scorsa primavera. Non fosse altro perché rispetto ad allora abbiamo più conoscenze della malattia, vi è stato qualche (piccolo) miglioramento delle strutture sanitarie, siamo più attrezzati a combattere il nemico. Tanto per fare un esempio significativo, a marzo era complicato trovare anche mascherine e guanti, ora almeno sotto il profilo dei dispositivi di protezione individuale non sembrano esservi problemi.
Allora non si aveva nessuna certezza su vaccini e farmaci per la cura del virus, ora abbiamo alcune punti fermi almeno sui vaccini. E soprattutto sembra di capire che da qui a 3-4 mesi saranno a disposizione di buona parte della popolazione.
Ora è aumentato anche il numero di quanti hanno contratto il morbo e quindi anche di coloro che, almeno per un po’ di tempo, saranno immuni.
Insomma, senza continuare con la sequela di esempi, possiamo ragionevolmente dire che la prossima primavera non sarà di lock-down, quindi prefigurare una ripresa dei ritmi normali, compresi quelli economici.
In primavera si registra parte importante degli introiti dovuti al turismo. Nel 2020 sono saltati del tutto, stavolta probabilmente non sarà così. Abbiamo anche constatato che la ripresa dopo il blocco primaverile è stata imponente, addirittura prepotente. Non solo l’osservazione empirica ce lo dice (settimane intere di tutto esaurito negli hotel e ristoranti), ma anche i dati dell’Istat lo evidenziano. È immaginabile che anche questa volta la ripresa sarà forte. Si tratta di stringere i denti ancora un po’, ma poi è probabile che si torni ai ritmi degli anni precedenti.
Detto tutto questo, ci si comporta come se fossimo in un’emergenza insuperabile, si è smesso di ragionare sul futuro.
Perché in Assisi le forze politiche tacciono e quelle economiche non sanno fare altro che protestare?

Nella storia recente di Assisi i commercianti hanno abbassato le serrande un paio di volte, sempre in occasione delle ordinanze che prevedevano la chiusura del traffico nel centro storico. Si tratta di roba dello scorso secolo, l’ultima nel 1988, amministrazione Romoli. Non si ricordano però iniziative, apporti di riflessioni e ragionamenti da parte della componente imprenditoriale della città. Moltissime lamentazioni sulla qualità e a volte sulla quantità del turismo, ma quasi mai l’impegno “a fare”, se non in chiave di interesse personale. Buona parte del mondo economico non vive la Città come bene comune, da tutelare, preservare e far crescere, ma come vacca da mungere.
A maggio-giugno prossimi vi saranno le elezioni amministrative che ci porteranno al decisivo 2026, nono centenario della morte di san Francesco: ma possibile che a pochi mesi da quella scadenza nessuno senta il bisogno di fare progetti, lanciare idee, illuminare in qualche modo la prospettiva?
La Sindaca è impegnata a disbrigare le complicate faccende quotidiane, i problemi di famiglie e persone malate, ma gli altri partiti della maggioranza esistono? Se esistono di che parlano? Quali sono le idee cardine per lo sviluppo e l’amministrazione di Assisi nei prossimi anni? Le opposizioni sono impegnate soltanto nella ricerca del candidato? Credono di poter incantare la gente con ricette xenofobe o con la liberalizzazione di vincoli urbanistici, del traffico e del commercio?

Diteci qualcosa, qualcosa di sinistra o di destra, ma diteci qualcosa se avete da dire. Evitateci il noiosissimo rito delle promesse impossibili, quelle fatte in giro per il territorio comunale, a poche settimane dal voto. Spremete le meningi producete idee e progetti. Provate a essere credibili.

Carlo Cianetti
Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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