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Le Storie di Assisi

San Luigi ha quattro piedi

San Luigi ha quattro piedi

25 Giugno 2020

di Elvio Lunghi

San Luigi fu ferito, fu ferito in una gamba, san Luigi che comanda, che comanda i bersaglier. No, Luigi IX re di Francia non fu ferito a una gamba, né comandava i bersaglieri. Morì banalmente di dissenteria, volgarmente detta cacarella, nell’estate 1270 alle porte di Tunisi in terra d’Africa, dove non si era recato per una vacanza esotica, ma per combattere una crociata, l’VIII, prevedendo che fosse quella la località più adatta per lanciarsi alla conquista del Santo Sepolcro. Era la seconda crociata che re Luigi combatteva. La prima – la VII – l’aveva persa nel febbraio 1250 nella battaglia di Al-Mansura in Egitto, quando fu preso prigioniero e venne liberato dietro il pagamento di un cospicuo riscatto. Vent’anni dopo ci provò ancora, ma questa volta partì da più lontano, addirittura dalla Tunisia. Non perse battaglie ma morì sul campo insieme a gran parte dell’esercito cristiano. Nel viaggio di ritorno, il suo corpo fu messo in pentola per essere bollito e dissossato. Lo scheletro fu riportato a Parigi dove venne sepolto in una tomba monumentale nell’abbazia reale di S. Denis, di dove le sue ceneri furono disperse nei moti rivoluzionari dell’89. Il cuore e le viscere furono trattenute dal fratello Carlo d’Angiò in Sicilia, e si trovano all’interno della cattedrale di Monreale. Nel 1297 Bonifacio VIII lo proclamò san Luigi re dei francesi nella chiesa di San Francesco a Orvieto. Benché non fosse particolarmente legato all’ordine dei Cordeliers – come erano chiamati i frati Minori in Francia – i francescani lo invocarono patrono del Terz’Ordine regolare di san Francesco, in compagnia di un’altra santa di stirpe regale, santa Elisabetta di Ungheria.

Un ritratto di san Luigi di Francia è dipinto nel sottarco di accesso alla cappella di San Martino nella chiesa inferiore di San Francesco, accanto a san Ludovico di Tolosa, figlio di Carlo II d’Angiò e dunque suo bisnipote, e con sotto le sante Chiara e Elisabetta di Ungheria. Nello stesso sottarco, dall’altra parte, si affacciano in alto sant’Antonio di Padova e san Francesco, e sotto Maria Maddalena e Caterina di Alessandria. Simone Martini dipinse tutti e otto i personaggi bellissimi, di ciascuno spiegò l’identità dipingendone i nomi nelle cornici sotto i piedi.

C’è un solo personaggio che fa confusione, e è la figura di Luigi di Francia. I due santi parenti, Luigi e Ludovico, hanno alle spalle un fondo azzurro decorato in oro con i gigli di Francia, ma Ludovico indossa il saio di sacco dei Cordeliers, Luigi indossa un abito prezioso di broccato ricamato in oro. Nel corso dell’ultimo restauro, sotto la veste regale di Luigi IX è riemersa una tunica bianca. Significa una sola cosa, che in un primo tempo Simone Martini aveva dipinto san Luigi con indosso la veste bianca dei Cistercensi, come il re aveva lasciato scritto nelle sue volontà testamentarie, e che in un secondo tempo qualcuno avrebbe chiesto al pittore di ritoccare l’immagine ritraendo il re nelle sembianze di un santo di stirpe reale, e non da monaco come desiderava; un po’ come si vede per la figura di santa Elisabetta di Ungheria nell’affresco sottostante, vestita da regina e non da penitente qual fu.

Nel pulire il dipinto dalla polvere e dal fumo, evidentemente il restauratore ha maldestramente cancellato in parte l’abito prezioso aggiunto a tempera, e così sono tornati alla luce un lembo di una tunica candida e due piedi. San Luigi ha ora quattro piedi. In natura evidentemente troppi, ma necessari a un re che per incontrare la morte percorse in lungo e largo le sponde del Mediterraneo, per poi concludere la vita terrena in una Toilette di Tunisia.

San Luigi ha quattro piedi

di Elvio Lunghi

Pubblicato in data 25 Giugno 2020