21 Ottobre 2020

Stampa

Maurizio Zubboli
Stampa

Assisi, nel tempo, ha conosciuto da vicino l’arte della stampa. Tipografie di buon livello hanno lavorato sino allo stravolgimento della tecnica, che ha modificato e sostituito il piombo alla tastiera di anonimi video e stampanti senz’anima.
Basti per tutte la “Disamina Di San Rufino”, opera monumentale del Di Costanzo stampata in Assisi alla fine del 1700 dalla Tipografia Sgariglia, madre e maestra di Vignati e Zubboli ma inarrivabile per raffinatezza della stampa, impaginazione, rilegatura e bellezza del frontespizio, e irraggiungibile nelle Xilografie iniziali e acqueforti a piena pagina.
Un testo era composto riga per riga, con caratteri mobili in piombo su un compositoio, quindi versato su di una tavola chiamata vantaggio con una interlinea essenziale per la migliore lettura, finché la serie delle righe formava una pagina che doveva essere perfettamente giustificata, sia in larghezza che in lunghezza, nella sua gabbia predefinita. Veniva poi stampata una bozza su di un torchio e passata al correttore di bozze, ed in ultimo all’autore che con particolari segni a fine riga marcava le improprietà e gli interspazi, che mai dovevano essere tali da essere rilevabili da un attento lettore.
Le pagine corrette e stampate venivano quindi scomposte ed i caratteri nelle apposite casse riposti e riusati per le pagine successive. Per il Di Costanzo questa operazione fu ripetuta 500 volte. Lo xilografo, su legno di pero di testa, incise le decorazioni e fregi, mentre l’acquafortista immerse nell’acido il disegno su rame tirato a specchio, cosparso di vernice nera e delicatamente graffito, per ricavare quei solchi che avrebbero contenuto l’inchiostro, che sarebbe poi passato su carta umida sotto un apposito torchio bicilindrico. Scusate se è poco, e “visto si stampi”.


Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Stampa, in antico ‘impronta’, è un derivato del verbo stampare, dal francone stampòn ‘pestare’. Nella seconda metà del secolo XV, con l’invenzione tecnica della stampa a caratteri mobili, a opera del tedesco Johann Gutenberg, la voce, tra gli altri significati, è passata anche a indicare ‘arte che consente di riprodurre uno scritto o un disegno in un ampio numero di copie uguali partendo da un’unica matrice’, originariamente trasferendo l’inchiostro sulla pagina con una forte pressione ottenuta mediante il torchio.

Suggerimento musicale a cura di Massimiliano Dragoni

La musica conosce la stampa nel 1501, attraverso l’intuizione di un editore marchigiano, Ottaviano Petrucci. Dal 1501 al 1508, Petrucci stampa numerose edizioni musicali dove raccoglie le opere  più note al pubblico dell’epoca, permettendo ancora oggi, la possibilità di eseguirle e studiarle.

Ascolto: Zephyro spira – Bartolomeo Tromboncino
Esecuzione: Ensemble Anonima Frottolisti

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