16 Ottobre 2020

Quadro

Alberto Capitanucci
Quadro

“Quando una retta innalzata a partire da un’altra retta forma con essa angoli adiacenti e uguali fra loro, ciascuno dei due angoli è retto, e la retta si dice perpendicolare a quella su cui si è innalzata”. È Euclide che lo dice, forse pensando a se stesso “e-retto”, verticale, sulla linea dell’orizzonte. In quadro.
Non è solo geometria. Eretta, verticale, è l’attività, la vita. Orizzontale è la stasi, il riposo, specie se eterno. La vita e la morte in un arco di 90 gradi.
Forse, nella circolare perfezione dell’Eden, il frutto proibito era un quadrato e il Primo Uomo, quando disubbidì, sapeva che con quello avrebbe dominato la terra. Subito la squadrò dividendola in parti e quelle parti furono campi. Poi tracciò i lati di un recinto e quello fu il Tempio, quadrato. Ma i campi andavano arati e le pietre del recinto sbozzate. Il sudore della fronte era il prezzo per dare forma all’informe.
Il prezzo sembrò equo e il quadrato divenne, imperioso, il Segno della Terra, il Segno dell’Uomo sulla Terra. E l’Uomo non si limitò ad inquadrare ciò che era altro da sé ma ne fece anche l’ortodossia del proprio essere: di lì in poi non solo cardo e decumano sono posti in quadro ma si è, quadrati.
La Città è l’epifania perfetta di questa potenza ordinatrice declinata dalla grande scala di mura e torri al dettaglio delle singole pietre. Le stesse “tonde” colonne della Minerva recitano il salmo del “quadro” insieme alla trabeazione che sostengono. Restano i rosoni delle chiese a raccontare la primigenia purezza del Cerchio e – anche la Minerva ne ha uno – sul timpano dietro il pronao. Se ci si fa caso, l’originaria traccia circolare è stata ridefinita in una severa foggia quadrata.
Senza grande successo però. La “quadratura del cerchio” – per nostra fortuna – non ha soluzione razionale.

Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Quadro è dal latino quadrum ‘figura quadrata’, da quadrus che ha la medesima radice di quattuor ‘quattro’. La voce, aggettivo e sostantivo, è ricca di significati: si parte da ‘di forma quadrata’ per arrivare a ‘oggetto quadrangolare’, e inoltre ‘dipinto generalmente inserito in una cornice quadrata’ o ‘descrizione, resoconto’, e ancora ‘insieme di norme’, o anche ‘struttura organizzativa’ e molto altro. Nell’uso gergale antico indicava addirittura un ‘tagliaborse’ cioè un borseggiatore.

Suggerimento musicale a cura di Massimiliano Dragoni

Ladri di tele, viaggi incredibili, nascondigli, segreti. Tante opere hanno vissuta la medesima storia.

Ascolto: Monna Lisa
Ivan Graziani (Pigro, 1978)

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