25 Aprile 2022

Quando anche il Calendimaggio può fare resistenza.

Francesco Lampone
Quando anche il Calendimaggio può fare resistenza.

Essere figlio di mio padre, alla cui memoria è intitolato il concorso ormai quasi trentennale che l’Ente Calendimaggio organizza per promuovere il Calendimaggio nelle scuole di Assisi, mi è valso quest’anno l’incarico di partecipare alla piccola commissione incaricata di attribuire i premi. Era la prima volta per me, perché altri nella mia famiglia si erano finora assunti questa incombenza che si è rivelata, in realtà, un’esperienza ricca e stimolante, non esclusa la cerimonia di premiazione che si è tenuta il 23 aprile, alla Sala della Conciliazione.

Meglio chiarire subito che la partecipazione al concorso non è stata straordinaria, ma neppure trascurabile tenendo conto della lunga pausa subita dalla Festa. D’altro canto, in quasi settanta anni di vita nella sua forma, per così dire, moderna, il Calendimaggio è ancora lontano dall’aver conquistato l’interesse del territorio comunale, così che i concorrenti continuano tenacemente a concentrarsi dentro le mura civiche o a immediato ridosso di queste. Fin troppo facile dire che si potrebbe fare di meglio e di più. Facile e ingeneroso, se si sta pensando alla gracile e volontaristica struttura dell’Ente. Facile e velleitario, se si pensa di rivolgersi alle energie delle Parti, che pensano sé stesse quasi esclusivamente come macchine per vincere (o perdere, va da sé) il Palio. Facile e ipocrita, se non si cerca una risposta sincera e impietosa a questa semplice domanda: come mai una Festa che si avverte così bella, ricca, divertente, appassionante, non  si è imposta di per sé, per i suoi schiaccianti meriti e per le sue suadenti attrattive?  Altrimenti detto, saltando audacemente parecchi passaggi logici che però non hanno nulla di misterioso: esiste un modo inclusivo di essere assisani?

Altri begli spunti si possono estrarre dai testi, molto sentiti ed appassionati, che hanno concorso per la categoria delle scuole secondarie di I grado, che forse converrà chiamare scuole medie per comodità di molti.

Non stupirà apprendere come i giovani autori esprimano un unanime, accorato rimpianto per i due Calendimaggi cancellati a causa della pandemia, un vuoto vissuto come una privazione ingiusta e non recuperabile, tanto più severa quanto sulla Festa continuano ad accumularsi, anno dopo anno, aspettative esistenziali crescenti, su di essa indebitamente stornate dalla decomposizione accelerata del tessuto sociale assisano. Con l’amico e collega di commissione Francesco Mancinelli non abbiamo esitato sul primo premio ad Alice Salucci, autrice di un bel testo che emergeva sugli altri, oltre che per una buona qualità di scrittura, per l’impostazione creativamente narrativa, in corrispondenza a uno dei tratti della Festa che si è imposto nei decenni fino a caratterizzarla. Fra gli altri testi in concorso, accomunati da un tono aneddotico e autobiografico, la difficile scelta per il secondo premio si è fermata su Viola Frascarelli, del cui testo tengo a citare un passaggio che ci è parso formidabile: “La cosa più strana è che quando un bambino fa il Calendimaggio non deve per forza stare vicino alla sua mamma, ma ha tante persone cui fare riferimento come se fosse un0unica famiglia”. Chiunque abbia vissuto la Festa nell’infanzia sa quanto questo sia vero. Ecco raccontato, con sintesi e semplicità imbarazzanti, il senso di comunità profondo che permette al Calendimaggio di esistere (per quanto imperfettamente si voglia) e resistere.

Resistere? Sì, resistere, perché nel contesto (locale e generale) che tutti noi condividiamo e più spesso subiamo, distrattamente impegnati a segare il ramo su cui stiamo seduti, rimbambiti come siamo da modelli di modernità che si negano ad ogni vero sentimento umano, contribuire poco o tanto a perpetuare una Festa in cui una bambina si sente protetta, difesa e accudita da un’intera comunità è proprio un piccolo gesto di Resistenza. E non deve essere un caso, allora, che questa Festa così profondamente assisana cada in prossimità del 25 aprile. Auguri a tutti.

Francesco Lampone

Lavora come responsabile dell'Area Affari Generali e Legali dell'Università per Stranieri di Perugia. Si occupa occasionalmente, per passione, della storia di Assisi. Ha pubblicato per le edizioni Assisi Mia, in collaborazione con Maria Luisa Pacelli, il volume: Assisi: un viaggio letterario, dove si esplora l’identità cittadina attraverso lo sguardo di cento visitatori illustri.

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