26 Aprile 2021

Distanza

Francesca Tuscano
Distanza

Le comunità non prevedono distanza, o non sarebbero comunità (l’etimo impone il senso). Assisi è sempre stata una comunità, con i suoi riti – il vicinato, la festa, il lutto, il mercato, la musica, il teatro, la parola, il cibo, il bere. Pensare Assisi senza Calendimaggio (persino per chi non vi partecipa) è fuori da ogni logica (da ogni sacralità). Partecipare a un funerale senza compartire il dolore, stringendo chi piange, è orrendo quanto la morte. Non poter vivere nella quotidianità della chiacchiera, della convivialità dei luoghi che ci rendono liberi perché non sono case, è straziante. Ora, la paura del contagio (che non è solo egoistica paura di contagiarsi, ma anche comunitaria paura di contagiare, e dunque esigenza sociale) ci ha obbligati alla distanza, alla desacralizzazione di una comunità che è rimasta tale, malgrado si sia numericamente ridotta. Per preservare la società (le vite di chi vi appartiene) si è imposto uno stile di vita che non prevede comunità. Ognuno, in casa, può ricrearsi un’illusoria vita sociale, ma la necessità di abbracciare, baciare, stringere la mano, piangere e ridere insieme non si può sostituire con niente di quanto ci offra la Dopostoria. Si tornerà alla normalità. Ce lo diciamo, ce lo dicono. Sarà così. Dimenticheremo, ma nella memoria più profonda questo tratto di vita rimarrà una mancanza irrecuperabile. E tuttavia, sarebbe una mancanza utile, se diventasse coscienza che tornare indietro, ora, è più rivoluzionario che andare avanti. Che si deve aver cura delle radici della comunità, che vivono nella sacralità terrena che non prevede la distanza

Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Distanza prende origine dal latino distantiam, a sua volta derivato dal participio presente (distantem) del verbo distare, composto da stare preceduto dal prefisso dis-. Si tratta di un prefisso che in italiano, fin dal Medioevo, contribuisce a formare numerosi vocaboli e verbi, principalmente per esprimere un rovesciamento di senso (dis-amore), o per la conclusione di uno stato (dis-amare), oppure per indicare una separazione, come nel nostro caso: distanza, ovvero ‘’intervallo di spazio tra due punti, due luoghi, due persone’, quest’ultimo ormai unico “assembramento” consentito e comunque anch’esso… a debita distanza.

Suggerimento musicale a cura di Simone Marcelli

Una medicina per guarire dalla disillusione, dalla delusione, dalla distanza fra il desiderato ed il reale: il tempo, solo il tempo sa nutrire i sogni e  rigenera le speranze. Andrà tutto bene… se sapremo come far andare tutto bene.

Ascolto: C’è tempo – Ivano Fossati – [Lampo Viaggiatore, 2003]

Francesca Tuscano

Francesca Tuscano laureata in Russo, Italianistica e Lingua e Cultura Italiana. Ha scritto di letteratura, teatro, cinema e musica russi. Lavora come catalogatrice di fondi musicali, traduttrice dal russo, librettista.

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