Ascolto con molta attenzione ciò che si dice di Assisi centro storico, delle criticità, delle difficoltà logistiche, del traffico, vivibilità, comodità, abbandoni, troppi turisti, pochi residenti, crisi dell’identità della città.
Miei grandi amici scrivono spesso pagine graffianti e disilluse su questi argomenti.
A volte sembra che il tessuto sociale di Assisi centro storico non esista più. Sembra manchi la conoscenza, l’incontro, il ricordo, il vissuto insieme.
Invece, sorprendentemente, si scopre che per le situazioni speciali e uniche, le grandi feste come il Calendimaggio, o ultimi saluti, come il funerale di un amico, la città di Assisi si ricompatta, generazione per generazione, uscendo di casa, percorrendo i vicoli e le vie, salutando e arrivando alla piazza, luogo collante per la Comunità e finalmente abbracciando l’Altro: lungamente, amorevolmente, violentemente, fortemente. È l’abbraccio della città, degli amici, conoscenti, i quali vogliono comunicare che ci sono, con la loro presenza.
Assisi c’è, è ancora viva. E ti abbraccia.
Sento ora il dovere e anche il bisogno di soffermarmi su un evento triste, la morte repentina e travolgente di mio fratello Carlo: ha suscitato sorpresa e dolore a un’intera comunità.
Sicuramente Carlo era persona gentile e disponibile. Scherzando si definiva “francescano” e di francescano aveva la semplicità e la giovialità.
Era un cittadino di Assisi, nato in un vicolo del centro storico, conosciuto da tanta gente nel territorio del nostro meraviglioso comune.
Al momento del funerale la Comunità ha risposto solennemente con una chiesa e una piazza piene. Come in attesa dell’ultimo saluto, come la notte di Calendimaggio c’è l’attesa del giudizio, degli abbracci di gioia per la vittoria o di rammarico per la perdita .
L’abbraccio (dal latino ad-brachium): mettere le braccia attorno, cingere con le braccia. Il terminesi è poi evoluto nei secoli come gesto universale di affetto, protezione e legame.
Insieme c’è il concetto di unione, – l’avvicinamento e l’intreccio profondo – di protezione, comprensione e amore.
Assisi lo vive questo sentimento profondo: tuteliamolo, salviamolo, rispettiamolo! Si vive per le cose belle e questo lo è.
In questo momento di reale confusione e violenza globale ritroviamo questa attenzione.