17 Aprile 2026

Mobilità per ricucire il territorio

Francesco Berni
Mobilità per ricucire il territorio

In risposta alle recenti polemiche su ciclabile di via Ospedali dei Pareti e via dell’Isola Romana

di Francesco Berni, Urbanista, Rete delle associazioni e cittadini per il Parco della Piana di Assisi

Rispetto alle recenti polemiche sollevate sulla sperimentazione, è importante chiarire che non si tratta ancora di un progetto definitivo. In particolare, le affermazioni relative a via Ospedali dei Pareti e via dell’Isola Romana risultano del tutto prive di fondamento.

Si tratta infatti di un tracciato già oggi ampiamente utilizzato dai cittadini per passeggiare, correre e andare in bicicletta. Proprio per questo motivo, l’amministrazione ha deciso di renderlo temporaneamente pedonale nei fine settimana. Parliamo quindi di un intervento che valorizza e riconosce un uso già consolidato da parte della cittadinanza, peraltro in un tratto paesaggisticamente rilevante per l’intero territorio.

La previsione del senso unico, con la conseguente liberazione di una parte della carreggiata, rappresenta una soluzione minima ma efficace. Essa consente di ridurre i costi e velocizzare i tempi di realizzazione, contribuendo allo sviluppo di una rete di percorsi potenziali a scala comunale. Inoltre, mettere in sicurezza un percorso molto frequentato da famiglie e bambini è fondamentale, evitando la promiscuità con il traffico veicolare, soprattutto in una regione che presenta uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa e una cronica carenza di alternative al trasporto su gomma.

L’ipotesi di un allargamento della strada, con eventuali espropri, comporterebbe costi elevati, tempi lunghi e un ulteriore consumo di suolo. Va inoltre considerato che l’area è in aperta campagna, con una presenza limitata di abitazioni, e che esistono già strade laterali — come via San Bonaventura e via dell’Antica Hosteria — in grado di contribuire alla distribuzione del traffico. Tutto ciò evidenzia ulteriormente l’inconsistenza delle polemiche, anche perché l’intervento va letto nell’interesse generale dell’intera comunità.

Per quanto riguarda la presenza dell’isola ecologica, si ritiene che la sua collocazione sia inappropriata a prescindere dalla ciclabile. La sezione stradale non appare adeguata a questo tipo di funzione, che sarebbe più opportunamente collocata in un’area industriale piuttosto che in aperta campagna. In questo senso, l’intervento può rappresentare uno stimolo per una revisione complessiva della sua localizzazione.

È infine necessario comprendere il senso più ampio dell’operazione. Un primo elemento riguarda la volontà di connettere la stazione di Santa Maria degli Angeli — dove arriva la ciclabile Assisi–Spoleto — con la stazione di Bastia Umbra e il percorso verde lungo il Tescio. Questo tratto si inserisce inoltre in una visione più ampia, legata al progetto del Parco della Piana di Assisi.

Si tratta di un percorso avviato da una rete di associazioni e cittadini del territorio, i cui contenuti sono stati raccolti anche in una pubblicazione di Assisi Mia, consultabile gratuitamente online. L’intensa fase partecipativa avviata nel 2022 ha portato alla realizzazione di numerose iniziative — tra cui passeggiate e biciclettate — come occasioni di scoperta e valorizzazione del territorio.

Da questo processo è emersa la necessità di sviluppare un progetto organico, fondato su una rete di piste ciclabili capace di connettere l’intera piana. Tale esigenza nasce dall’ascolto dei cittadini e dalla constatazione di come frazioni e centri abitati risultino oggi scarsamente collegati tra loro, rendendo spesso indispensabile l’uso dell’automobile. Creare connessioni, metterle a sistema e sviluppare anche opportunità economiche legate a questa rete rappresenta uno scenario auspicabile per il futuro delle nuove generazioni.

Francesco Berni

Urbanista. Consulente del Comune di Milano per progetti di rigenerazione urbana e innovazione sociale. Ho lavorato per enti pubblici e privati nel campo della progettazione e pianificazione urbanistica. Svolgo attività di studio e ricerca presso il Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze su temi legati alla rigenerazione urbana, innovazione sociale e disegno della città. Appena posso però me ne torno tra i vicoli di Assisi.

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