29 Settembre 2021

7 domande per 7 giorni

Redazione Assisi Mia
7 domande per 7 giorni

Marco Cosimetti

Io mi candido per fare il sindaco della città di Assisi. Il primo cittadino di una comunità deve essere il rappresentante di tutti e deve essere in primo luogo un buon amministratore, come un buon padre di famiglia. In questo senso le decisioni che spettano ad altre sedi istituzionali, quali il parlamento, le rimando a chi deve rappresentare i cittadini in quei consessi. Ad ogni ruolo istituzionale la sua competenza. Parlando a livello strettamente personale, ho una cultura e una formazione cristiana e cattolica, pertanto le mie credenze e il mio sistema valoriale fa riferimento a quel mondo.


Francesco Fasulo

Ritengo che le due problematiche non possano essere affrontate a livello locale, ma dovranno necessariamente trovare una risposta a livello nazionale, anche attraverso l’istituto del referendum, strumento di democrazia diretta. Sino a quel momento, posso solo precisare che due dei miei principi cardini sono da sempre stati il rispetto della vita e la ferma opposizione a qualunque forma di criminalità


Stefania Proietti

Sono fermamente contraria a entrambi i temi perchè credo nella sacralità della vita.


Roberto Sannipola

Di fondo io sono per la partecipazione democratica la più ampia possibile, inclusa quindi anche la consultazione referendaria. La speranza è sempre quella per cui i cittadini, per poter fare scelte libere, responsabili e consapevoli si informino correttamente e nel miglior modo possibile. Nello specifico: per la legalizzazione sono abbastanza d’accordo, se regolamentata bene, così da poter togliere una fetta importante di mercato alla clandestinità. Per l’eutanasia il discorso è molto delicato, in generale sono sempre pro vita, ma capisco che al di la di credi religiosi, esistenziali, ecc. sia sempre bene che a scegliere sia la persona deputata a farlo.


Luigino Ciotti

Sono favorevole e per l’eutanasia ho anche firmato pur sapendo che ad Assisi hanno un’accoglienza debole per un clericalismo di facciata e le scelte politiche della destra condivise elettoralmente, almeno alle politiche ed alle nazionali, dalla maggioranza dei votanti assisani. Credo che accettare la volontà dei malati di dar fine alle loro sofferenze sia dovuto. Così come penso che la legalizzazione della cannabis stroncherebbe il mare di profitti che si fanno grazie all’attuale illegalità e si eviterebbe di mettere in prigione migliaia di giovani che non sono certo delinquenti, al contrario di tanti altri che non sono perseguiti e creano danni immensi economici, sociali, culturali e morali alle comunità locali.

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