06 Aprile 2021

Intervenga l’Unesco, altrimenti ci giochiamo un patrimonio

Marina Marini
Intervenga l’Unesco, altrimenti ci giochiamo un patrimonio

Che sta succedendo a Villa Gualdi? Cosa si sta costruendo a pochi metri in linea d’aria dalla Basilica di San Francesco?

Un fabbricato con struttura in acciaio alto almeno sei metri, là ove sino a ieri esistevano solo annessi agricoli fatiscenti, ancorché condonati, posti a ridosso della recinzione della Villa e mascherati ad ovest da una folta alberatura.
La vista della Basilica di San Francesco verrà per sempre e irreversibilmente alterata dalla realizzazione di quell’edificio.
Al di là della legittimità delle autorizzazioni rilasciate, sia sotto l’aspetto edilizio che urbanistico (che andranno verificata), ciò che stupisce è l’autorizzazione paesaggistica in un territorio interamente vincolato sin dal 1954, sia sotto l’aspetto paesaggistico che per il suo valore ambientale. Da tale data, è rimasto pressoché integro in quanto tutelato dalle norme di un Piano Regolatore generale avente valore di Piano Paesaggistico.
Villa Gualdi è posta ai piedi della collina di Assisi in un ambito che il Piano Regolatore originario del 1972, redatto dal prof. Giovanni Astengo, veniva denominato Colle storico del tutto inedificabile, fatti salvi i restauri dell’edificato già esistente. Ha un immenso valore storico e culturale oltre che architettonico, in quanto luogo strettamente legato alla storia francescana, secondo notizie e documentazione risalente al 1080.

Cosa è cambiato dal 1972 anno in cui Il MINISTERO DELLLA PUBBLICA ISTRUZIONE allora competente approvò il primo Piano Regolatore (la documentazione è ancora agli atti)? Che le Regioni hanno assunto competenza in materia di legislazione urbanistica.
Il PRG del 2011 ha pressoché assorbito le ultime normative regionali dettate per tutte le zone agricole regionali senza alcuna restrizione, stravolgendo così la originaria impostazione del Piano Astengo che aveva, proprio con gli obiettivi di tutela, suddiviso anche il territorio agricolo in zone con diverse disposizioni per la possibile nuova edificazione.
E fu grazie al Piano regolatore Astengo – composto di soli 50 articoli normativi – che l’edificazione venne regolata in modo esemplare, facendo sì che Assisi e l’intero suo territorio comunale divenisse integralmente, fatto unico in Italia, Patrimonio Mondiale dell’Umanità nell’anno 2000.
Di norma, in Italia e altrove nel mondo, l’UNESCO mette il suo patrocinio di tutela esclusivamente su un edificio o un centro storico, ma non sull’intero territorio comunale. E questo lo posso affermare avendo personalmente redatto in collaborazione con la Prof.ssa Paola Falini, referente per il Ministero, il primo Piano di Gestione in Italia del sito UNESCO di Assisi e le sue LINEE GUIDA.
Nell’area pedecollinare tra Santa Maria degli Angeli e strada Gualdi, ove appunto è inserita Villa Gualdi, era vietata qualsivoglia nuova edificazione fatto salvo il restauro dell’edificato esistente.
Il nuovo Piano (2011), che io considero scellerato, ha azzerato tutti i principi del Piano Regolatore originario, che sino ad allora era anche Piano Paesaggistico in base alle norme del Codice per Beni Culturali.
Ma c’è di più: Villa Gualdi di fatto non fa più parte del territorio agricolo del Colle Storico ma è stata, diciamo, estratta da tale zonizzazione agricola, per essere trattata come abito specifico con sue proprie normative. Così mentre prima era consentito SOLO il recupero di volumi agricoli preesistenti e condonati (VILLA Gualdi è stata una Azienda Agricola sino a poco tempo fa), con il nuovo Prg del 2011 è stata ampliata la possibilità di edificazione in modo spropositato: ben 14.886 mq di superfice utile complessiva SUC.
Il Piano Regolatore vigente oggi, è stato approvato dalla precedente Amministrazione, guidata da Ricci, non dalla attuale: nessuno al tempo ha vigilato sulle prospettive che apriva e sui suoi contenuti?
Certamente no, perché il Piano è uno strumento complesso, da leggere e affrontare. E allora che fare? Da tempo l’attuale amministrazione è stata informata e sollecitata ad intervenire sul PRG, in particolare sulla devastante normativa delle zone agricole, che ormai vengono edificate senza scrupoli.
Rivediamo il Piano Regolatore prima che accadano fatti spiacevoli e di danno incommensurabile al nostro patrimonio, alla nostra storia culturale e alla futura nostra economia.
La Soprintendenza può vigilare sul singolo intervento, uno per uno, ma deve purtroppo tener conto delle norme e previsioni che sono state assentite da tutte le autorità competenti al momento di redazione del Piano Regolatore. Può negare la soluzione progettuale proposta ai fini della tutela del bene, ma non può e non ha il diritto di intervenire sulle normative di Piano.

E quindi ora solo l’Unesco può fare penso la sua parte.

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Marina Marini

Architetto e Urbanista. Dal 1982 al 2009 dirigente del Comune di Assisi nel Settore Urbanistica e Gestione del territorio.

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