14 Settembre 2020

A proposito di Scuola

Letizia Spaventa
A proposito di Scuola

Riapre la scuola, noi pubblichiamo la lettera di una giovane studentessa che segue il nostro sito con assiduità. Condividiamo le sue considerazioni

Oggi comincia la scuola, la spensieratezza estiva lascia spazio all’apprensione per i compiti estivi da fare e per gli argomenti da ripassare. 
Tutti noi vorremmo che non ricominciasse o quanto meno in questo periodo, poiché sin dalle prime ore mattutine c’è un sole così radioso, accompagnato dal canto festoso delle cicale e ci risulta irresistibile uscire per una bella passeggiata o un giro in bici con gli amici, o per chi ha maggior fortuna, immergersi nell’azzurro cristallino del mare o della piscina.
Al tempo stesso, però, è nato oramai in tutti noi un sentimento comune nostalgico per le abitudinarie mura scolastiche tatuate di dediche, le enormi finestre che regalano la visuale in miniatura della città della pace per eccellenza, le incessanti chiacchiere con gli amici di banco a lezione, gli scambi di sguardi, gli abbracci, le marracchelle di classe, le continue uscite in corridoio con il pretesto di andare al bagno, le ricreazioni che non volevamo finissero mai. 
Ci manca tutto questo e ce ne siamo resi conto nel momento in cui, inaspettatamente, è venuto a mancare, ovvero durante la quarantena.
La scuola a cui eravamo abituati ha dovuto lasciar spazio ad una didattica alternativa, quella a distanza, praticata nelle nostre mura domestiche e munita di monitor. 
Questo significava che i volti dei nostri amici, compagni, professori, potessero essere visti solamente riflessi in uno schermo. Ciò ha privato noi di qualsiasi tipo di contatto umano e ci ha creato un vuoto interiore, rendendoci la scuola tutt’altro che piacevole. 
Per questo che, seppur ci risulta dolente dare un addio alle nostre amate vacanze, al sapere che la vera scuola riaprirà i battenti il fatidico 14 settembre, il nostro cuore ci sussurra un “non vedo l’ora che ricominci! “, poiché ci manca semplicemente la normalità che abbiamo dovuto abbandonare da oramai sei mesi. 

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