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Le Storie di Assisi

Tra Centro, Nord ed Est sfide comuni per i Borghi d’Arte

Tra Centro, Nord ed Est sfide comuni per i Borghi d’Arte

23 Giugno 2020

di Alessandro Ambrosino*

Chi leggerà queste righe probabilmente si domanderà cosa spinge un friulano dell’estremo nordest a scrivere una riflessione per Assisi. Cosa potrà mai legare la città di San Francesco con la periferia della nazione e le sue selvagge Alpi Giulie? In realtà più di quanto potrebbe apparire a prima vista. L’appello rivoltomi dall’amico Giacomo Buzzao è stata l’occasione per ragionare su alcune somiglianze tra due realtà distanti ma che condividono caratteristiche comuni.

Il primo pensiero corre all’Umbria come migliore “allieva” del Friuli nella ricostruzione post-terremoto. Come nel 1976, anche ventun anni dopo la partecipazione dei cittadini e lo slogan “dov’era com’era” furono i punti cardinali che permisero una rapida ripresa. Il coinvolgimento diretto della popolazione in ogni fase decisionale, dalle prime, infuocate assemblee alle regolamentazioni urbanistiche finali, centrò l’obiettivo principale, ovvero evitare la perdita del senso dei luoghi. Certo, l’eccezionalità del caso friulano fu data da un contesto temporale radicalmente diverso. Erano gli anni Settanta, sopravvivevano forme di democrazia dal basso, esperimenti di autogestione e strategie di sviluppo territoriale che oggi appaiono sorprendenti. La ricostruzione umbra, tuttavia, si basò su questo modello e, cominciando dal riparare gli edifici meno danneggiati, ricompose l’unità dei centri storici senza snaturarne l’identità.
Ciò porta al secondo pensiero. Per un osservatore esterno l’Umbria è conosciuta come “il cuore verde d’Italia”. Un territorio dalla natura rigogliosa che regala scorci straordinari, al cui interno si incastonano gioielli di bellezza unica come Assisi, Foligno o Gubbio. Questo paesaggio idilliaco porta i segni di un secolare connubio tra uomo e natura e dimostra l’importanza dell’interazione tra le due parti soprattutto nel contesto attuale, dominato da immagini dicotomiche: o la città, o la montagna. Non credo di esagerare sostenendo che sia in Umbria che in Friuli il maggior “sisma” che il territorio affronta al giorno d’oggi sia la paura di perdere attrattività di fronte ai dinamici centri metropolitani. Se nei primi si concentrano ricchezza e lavoro, i borghi d’arte delle nostre regioni diventano reliquie meravigliose ma prive di comunità e desideri. Questo senso di perifericità, chiaramente, si può allargare a tutta la Penisola e anche oltre, constatando l’esistenza di un sistema che vede “perdenti” e “vincenti” della globalizzazione. Se da un lato poche isole di prosperità e benessere accumulano sempre più ricchezza, dall’altro un mare di spopolamento e stagnazione fatica a reggere il confronto.
Per gli standard friulani, Assisi sarebbe già considerata una città, visto che lì la media di abitanti per comune si aggira intorno alle cinquemila persone, eppure in questo contesto rientra perfettamente nell’immagine cristallizzata del “borgo” da conservare come una perla rara. Lo diceva anche Giacomo Leopardi nello Zibaldone, descrivendo l’atteggiamento dei “turisti” della sua epoca: «non considerano l’Italia presente, cioè noi italiani moderni […] se non come tanti custodi di un museo». In realtà, tutte le città d’arte delle aree interne non vivono di pura estetica e consumo (di esperienze, di tradizioni, di natura) ma della vitalità, cittadina, appunto, che interagisce con il suo spazio circostante. Assisi in questo è già fortunata, potendo contare su peculiarità davvero straordinarie. Il tema del ritorno del territorio diventa dunque fondamentale per portare avanti percorsi di rigenerazione e pianificare nuovi modi di fare welfare.

La conclusione di questa breve riflessione non può che cercare di concretizzare quanto detto.  La cultura, la salute delle comunità, il sostengo alle microeconomie e soprattutto l’accesso alla tecnologia possono essere reali tematiche per un ripensamento radicale, che non separi città e aree del margine ma le riconnetta. Sia ad Assisi che in Friuli e – perché no – anche in Europa.

*Alessandro Ambrosino: Storico delle relazioni internazionali

Tra Centro, Nord ed Est sfide comuni per i Borghi d’Arte

di Alessandro Ambrosino*

Pubblicato in data 23 Giugno 2020