È la vecchia ma sempre valida storia della crisi profonda che se hai coraggio e capacità di guardare le cose che non sono ancora può trasformarsi in opportunità. Don Tonio Dell’Olio, Presidente della Pro Civitate Christiana l’associazione di ispirazione cattolica con sede nella Cittadella di Assisi fondata da Don Giovanni Rossi, racconta come il blocco delle attività legato all’epidemia Covid19 sia stato per loro il momento giusto per programmare il cambiamento.
Don Tonio, certo una pandemia non sembrerebbe la stagione più propizia per pianificare trasformazioni positive.
Eppure ti assicuro che le cose sono andate così. Il diffondersi del virus ci aveva messo in grande difficoltà con la sezione ospitalità della Cittadella chiusa (lo è tuttora) e con le cautele collegate all’età avanzata di numerosi nostri soci molti dei quali vivono ormai fuori da Assisi. C’era bisogno di un rilancio, di un ricambio generazionale e di stringere una relazione più stretta con la comunità assisana.
Perché Don Tonio è così importante per voi radicarvi ad Assisi, in fondo le tematiche che portate avanti hanno una dimensione globale e non appaiono confinate in un territorio.
E’ molto importante perché vogliamo rimaner fedeli alla scelta originaria di Don Giovanni Rossi che aveva come centro della propria azione proprio Assisi. Era da qua che partivano le azioni profondamente innovative che venivano portate avanti in tutta Italia negli anni ’50 e ‘60: dalla marcia per la fede alle predicazioni nelle strade o nei teatri. Per questo abbiamo deciso di rimanere fedeli a quella storia adattandola allo spirito dei tempi e declinandola in una dimensione di fede.
Qual’è è stato il terreno attorno al quale avete costruito questo legame più stretto con la città?
Direi quello delle iniziative culturali. Ad Assisi non sono mai mancati né talenti né idee. Quello di cui c’è bisogno semmai sono spazi adeguati e giusti contesti. Prendi come esempio le attività culturali. La Pro Civitate ha un teatro grande ed attrezzato che possiamo mettere a disposizione della comunità. Così è nato il progetto che stiamo portando avanti insieme a Fulvia Angeletti ed al suo teatrino degli Instabili per fare qui da noi una scuola di teatro legata alla figura di Pierpaolo Pasolini che come sai è stato molto legato alla Pro Civitate Christiana dove nel 1964 ha elaborato l’idea di realizzare il Vangelo secondo Matteo. Un ragionamento analogo lo abbiamo fatto con Luca Piccioni e Massimiliano Dragoni sulla musica medievale. Ad Assisi arrivano studiosi da tutto il mondo per ricostruire attraverso i nostri affreschi le caratteristiche degli strumenti musicali in quell’epoca storica. Questa sarebbe la città ideale per un’Accademia Musicale Medievale che potrebbe avere come sede proprio la Pro Civitate Cristiana.
Quindi un rilancio incentrato sulla cultura.
Sulla cultura ma anche sull’ambiente. Vorremmo trasformare la Cittadella in un luogo fino in fondo ecologico accentuando una sensibilità che abbiamo sempre avuto. La Cittadella come Il luogo della Laudato si’, dei menu a km 0, delle stanze coibentate, dei percorsi olfattivi stagionali su Subasio. Insomma, una specie di Eco accoglienza.
Concentrandosi sul territorio non si corre il rischio di perdere di vita alcune vostre istanze storiche come quelle legate ad un rinnovamento della Chiesa?
Nessuno di noi vuol rinunciare a quell’audacia che ha caratterizzato la nostra esperienza e la nostra testimonianza. A questo proposito do ad Assisi Mia una notizia in anteprima. Proprio in questi giorni si è concluso l’iter attivato insieme a Comune e Prefettura e possiamo quindi annunciare che lo slargo che si apre davanti alla cappella della Cittadella verrà denominata” Piazzetta Concilio Vaticano II”. Un bel modo per riaffermare anche simbolicamente la nostra storia.