Penso che al momento si possano ipotizzare tre Scenari per lo sviluppo del turismo in Italia:
Ovviamente gli Scenari non sono profezie, ma sono strumenti di lavoro che dovrebbero servire proprio per non limitarsi a subire gli eventi, ma per cercare, nei limiti del possibile, di intervenire per migliorarli.
Proprio per questo, pensando ai borghi, direi che questa potrebbe essere la loro grande occasione per diventare una proposta turistica “compiuta”, nella quale soggiornare, cioè fermarsi più a lungo per fare esperienze, lasciando alle spalle un passato che li ha visti prevalentemente meta di escursioni e turismo breve. Se la mia analisi è corretta il 2020 potrebbe essere davvero l’anno dei borghi, ad alcune condizioni però: chi vive nei paesi sa bene che, oltre ai punti di forza, ci sono spesso anche molti punti di debolezza (accessibilità, spopolamento, carenza di servizi…). Dunque la grande occasione dei borghi, non sarà automatica, ma dipenderà da progettualità, strategie, competenze Quello che occorre è soprattutto un percorso originale di sviluppo che non sia la copia di quanto è stato fatto nelle grandi città e nelle località del turismo dei grandi numeri.
Una proposta compiuta, e un percorso di sviluppo originale, nascono se si lavora assieme, se assieme si creano reti (non semplici sommatorie di prodotti già esistenti), e se si investe assieme! La netta separazione pubblico/privato del passato è oggi un grande limite.