10 Maggio 2020

Don Otello Migliosi, un petrignanese, inventa la festa della Mamma

Alessandro Cianetti
Don Otello Migliosi, un petrignanese, inventa la festa della Mamma

Oggi 10 maggio si celebra la festa della Mamma

Fu il 24 dicembre del 1933 la prima La Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo. Fu un evento con cu il regime fascista volle premiare per la prima volta le donne più prolifiche d’Italia. La prima festa istituzionalizzata in Italia con radici religiose fu ideata e organizzata dal petrignanese Don Otello Migliosi, allora parroco di Tordibetto di Assisi. Don Otello avvertì la necessità per la Chiesa cattolica di celebrare la mamma non già nella sua veste sociale o biologica, ma nel suo forte valore religioso ed anche interconfessionale, come terreno di incontro e di dialogo tra le varie culture.
Tordibetto fu quindi il luogo dove nel maggio del 1957 si celebrò la festa della mamma per la prima volta in Italia. Nel 1982 in occasione dei festeggiamenti per il 25º anniversario della Festa della Mamma del 1957, fu costruito, sempre per iniziativa di Don Otello, il parco della mamma che si sviluppò intorno ad una statua bronzea raffigurante la Maternità, opera dello scultore Enrico Manfrini. (In occasione dei lavori per la realizzazione del parco sono emersi i resti della chiesa di S. Maria di Vico, di epoca altomedievale, citata in molti documenti di archivio ma – fino ad allora – di impossibile ubicazione.)
Alla inaugurazione furono presenti, oltre che una moltitudine di popolo, eminenti autorità del mondo religioso e laico. In quell’occasione Don Otello pronunciò, tra l’altro, queste parole “Le mamme sono le persone più importanti della nostra vita; coloro che ci donano. Esse coprono tutti i bisogni e desideri dei figli e sono le uniche persone in grado di comprenderli, ascoltarli, dar loro consigli, E ‘la mamma la nostra ancora nel mare della vita, la nostra salvezza nei momenti più bui- Sono persone che  vedendo che ci sono solo 4 pezzi di torta per 5 persone, prontamente annuncia che non le sono mai piaciute le torte……
Molte sono ancora oggi le mamme in camice bianco che, con guanti e mascherina sono nelle corsie di terapia intensiva e che, dopo aver donato la vita ai propri figli, cercano di salvarla a chi la vita rischia di perderla, perché prima che medico sono Mamme, fonte di vita. A tutte queste mamme e a quelle private di vita dal corona virus giunga da Assisi un grato pensiero e una prece.

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