02 Gennaio 2018

Non solo Greccio

Elvio Lunghi
Non solo Greccio

Insomma: ad Assisi quando si parla del Presepe si parla sempre di Greccio. E basta! Non si parla d’altro. Voi conoscete la storia? Greccio in Valle Santa un Natale di tanti anni fa. L’amico di Francesco signore del castello. La stalla in una grotta. Le pecore e la paglia. Un bue e un asinello. Francesco canta a voce alta l’ufficio di Natale. Imita il verso di una pecora. Si lecca le labbra come se fosse miele, come a voler gustare la dolcezza di quei nomi. Bambino di Betlemme. Betlemme in Greccio. Il poverello di Assisi. E poi i pastori. Tanta folla. Uno dei presenti vide un bambino in mezzo alla paglia. Il bambino non c’era, ma fa lo stesso: lui lo vide e basta. Fa’ niente: dove c’è Natale, c’è gioia. Non può mancare un bambino a ricordarci è la sua festa, il giorno di Natale. Chi c’era tornò a casa con un pugno di paglia in mano. Non per i bambini: per gli animali. Il bue, l’asino, le pecore. La paglia del Presepe di Greccio.
E qui ad Assisi, niente? Francesco ad Assisi proprio niente? O fece un Presepe anche ad Assisi? La sua città, la nostra! Ad Assisi il Presepe lo troviamo sulla facciata della cattedrale, la chiesa più importante della città. A quando risale? Nella lunetta sopra il portale c’è un uomo in mezzo alle stelle e una regina che allatta un bambino. Chi li ha fatti? La chiesa l’ha fatta un architetto di Gubbio, di nome Giovanni. La cominciò nel 1140, come stà scritto sul muro dell’abside, e la lasciò incompleta. Ce n’è una ragione? Le continue liti tra maiores e minores, Guelfi e Ghibellini, popolani e aristocratici. Che coinvolsero lo stesso Francesco prima della sua avventura cristiana. Nel 1210 maiores e minores giurarono pace. E anche di voler completare la nuova chiesa di San Rufino. Cosa mancava alla chiesa? Apparentemente poco, se due anni dopo le spoglie di san Rufino furono trasferite dalla vecchia alla nuova chiesa. Allora fu smontata la vecchia chiesa, fu colmata la cripta e si cominciò a costruire la facciata della nuova chiesa. Nel 1210 mancava solo la facciata. Nel 1228 era già tutto pronto. Il papa, Gregorio IX, venne ad Assisi e dichiarò santo Francesco. Dette inizio alla costruzione di una grande chiesa nella parte inferiore del colle e consacrò l’altare della cattedrale sulla parte alta sotto il monte. Un altro papa, Innocenzo IV, tornò ad Assisi nel 1253 e consacrò ambedue le chiese: San Francesco e San Rufino. Ciascuna con il proprio santo sotto gli altari.
E Francesco? Se la facciata di San Rufino fu iniziata nel 1210, e terminata nel 1228, vuol dire che la si costruì quando Francesco si spogliò in piazza dei suoi abiti di mercante. I panni di Pietro Bernardoni. E fece il matto per amore di Cristo. Nelle vie e nelle piazze di Assisi. “Venite a vedere Francesco che si spoglia. Venite a vedere un ghiottone che si umilia”. Dove si spoglia? Nella cripta della vecchia cattedrale. Dove si umilia? Nella piazza antistante. Solo qui? No, anche davanti la più antica cattedrale di Santa Maria, quella che stà accanto al palazzo del signor vescovo. Dove sta scritto: questa chiesa fu fatta al tempo del vescovo Guido e di frate Francesco. Dove era un tempo dipinta l’immagine di una Madonna col Bambino accanto alla figura di san Francesco. A San Rufino non c’è scritto nulla, ma che la chiesa fosse ultimata quando frate Francesco era ancora vivo lo dice la logica delle cose. Che cosa dice? Che Francesco a Greccio pose il bambino in mezzo alla paglia e qui ad Assisi in braccio alla sua mamma, vestita come una regina, sopra un seggiolone che sembra un trono e con in capo una corona che sembra di cartone. Pur sempre come una mamma che dà il suo latte al figlio. Una notte di Natale tanti, tanti anni fa.

Elvio Lunghi
Elvio Lunghi

Parlo di storia dell’arte agli studenti stranieri di Perugia.

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