14 Aprile 2021

Tutte le strade conducono alla Porziuncola

Elvio Lunghi
Tutte le strade conducono alla Porziuncola

“È da credere che la Provvidenza abbia creato campagne ridenti, umili e incantevoli chiesette per preparare il suo arrivo. Ha notato che la cappella dove Francesco pregava a S. Maria degli Angeli (maledetta la grande basilica che la racchiude) è una piccola meraviglia di architettura? Così superiore alle opere della maggior parte degli architetti famosi, come una canzone popolare alla maggior parte delle musiche dei musicisti famosi”.
Col senno del poi è facile dire qui Simone Weil si sbaglia, o se non si sbaglia ora si sbaglierà in futuro, quando scriverà pochi anni dopo a dom Joseph-Marie Perrin “C’è un ostacolo all’incarnazione del cristianesimo che è assolutamente insormontabile. Si tratta dell’uso di due piccole parole: anathema sit”. È la formula, anathema sit, sia maledetto, che la Chiesa utilizzava per condannare gli eretici e che anche Simone utilizza, benché ridotta a lingua moderna, per maledire la grande basilica che porta al suo interno, come se fosse una reliqua, come se fosse il cuore, la minuscola chiesa di Santa Maria degli Angeli. Perché Simone rimane “al fianco di tutte le cose che, a causa dell’uso di quelle due piccole parole, non possono entrare nella Chiesa”.
Ce n’è una ragione? Una ragione la potrebbe trovare chiunque volesse cercare un paragone per la Porziuncola: luogo minuscolo, umile, grazioso, apparentemente indifeso. E poi perché Francesco lo ha scelto, lo ha sistemato con le proprie mani e è stata quasi una resurrezione per una chiesa di strada qual’era.
“Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, disse la ragazza slava venuta allo sprofondo, disse la ragazza africana sul raccordo anulare”.
Perché si potrebbe anche chiamare la Porziuncola un raccordo anulare, o semmai un incrocio di strade che conducono al nostro prossimo, qui Bastia, qui Costano, qui Tordandrea, qui Castelnuovo, qui Rivotorto, la città sul monte si chiama Assisi. Francesco non ha un luogo dove posare il capo e allora chiede ai monaci di San Benedetto l’uso di una chiesa, la più umile e derelitta tra le loro proprietà, e questi gli danno la Porziuncola.

“Ecco l’agnello di Dio senza un posto dove stare. Ecco l’agnello di Dio senza un posto dove stare”.

Con i suoi compagni ne ha rialzato i muri cadenti, ha ricostruito una volta in pietra con le pietre scartate dai costruttori e cercate per strada, nei campi, pietre vecchie e pietre nuove che ha riutilizzato per chiudere fori, rattoppare strappi.

“Oh, aiutami a stare dove si può. E prenditi tutto quello che ho. Insegnami le cose che ancora non so, non so”.

È così che la Porziucola si è trasformata da periferia ad ombelico del mondo, il luogo per dove passano tutte le strade che uniscono in un abbraccio tutti gli uomini, maschi e femmine del mondo. Anathema sit? No, anathema no, semmai perdonali perché non sanno quello che fanno, deve aver pensato Simone vedendo la monumentale facciata neorinascimentale appena ultimata su disegno di Cesare Bazzani, subito prima il suo viaggio in Italia.
La facciata del Bazzani! Più che anathema ridicola, questo sì: una risata vi seppellirà, avrà pensato Simone con la sua aria sbarazzina e il buffo sorriso.

Elvio Lunghi
Elvio Lunghi

Parlo di storia dell’arte agli studenti stranieri di Perugia.

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