10 Luglio 2021

Luigi Antonio Romagnoli

Damiano Frascarelli
Luigi Antonio Romagnoli
Luigi Antonio Romagnoli (1866-1937) Foto tratta dal libro di Bianca Romagnoli, Luigi Antonio Romagnoli medico e sindaco di Assisi, Accademia Properziana del Subasio, 2008

Luigi Antonio Romagnoli nacque in Assisi nel 1866 dal pittore Eugenio che, morendo due anni dopo, lasciò la famiglia nella precarietà. Intervenne suo fratello Ferdinando, possidente e medico senza figli. Luigi studiò; al ginnasio Principe di Napoli ebbe i migliori docenti allora in Assisi: Alessandri, Brizi, Cristofani, Venanzi. Passò al Pontano di Spoleto, unico liceo statale in zona. L’anno di licenza, il 1886, è anche l’anno di morte dello zio, che lo affidava al patriota-imprenditore Zeffirino Faina, in quel mentre fatto senatore. Luigi si laureò in Medicina nel 1892. Aveva frattanto sposato Ida Guiducci, salvando, con l’eredità di Ferdinando e l’aiuto di Faina, la vasta ma fallita tenuta del suocero sui colli di Sterpeto. Ora possidente, continuò gratuitamente la professione medica.
Sempre nel 1892 iniziò da consigliere comunale l’azione politica, tanto motivante da indurlo a laurearsi in Legge. Favorevole alla Destra – dietro a Faina e a un altro umbro, Cesare Fani, deputato e uomo di governo –, fu anche assessore e tre volte sindaco: 1903, 1911, 1915. Si devono a lui due diversi istituti della città: il «Laboratorio e Ricreatorio» per ragazze “S. Francesco”, nato con l’acquisto del monastero di S. Giacomo, di cui fu anche restaurata l’antica chiesa; il museo archeologico creato in accordo con il presidente dell’Accademia Properziana Alfonso Brizi. La prima iniziativa ha aiutato a tramandare il punto francescano e, con alcuni passaggi, dato oggi ad Assisi il Teatro degli Instabili; la seconda, condotta con esplicito scopo turistico, è alla base dei musei civici di Pinacoteca e Foro.
Nel ’15-’18 cercò di motivare la popolazione allo sforzo bellico, con discorsi, manifesti e con l’esempio: riprese intensamente la professione, senza compensi, per supplire ai medici al fronte e lottando contro la Spagnola. Ebbe in guerra quattro figli (c’erano poi una figlia e un bambino).
Presiedette anche la Congregazione di Carità (1907-11), importantissima, perché ne dipendeva l’ospedale, e dettò moderne regole gestionali.
Gli anni in Municipio furono politicamente convulsi. Le varie anime dell’ancora informe stato italiano cozzavano nelle piazze e nelle istituzioni, senza esclusione di colpi: accuse, cause, inchieste. Romagnoli, non incline a compromessi, a volte attaccò, a volte si difese, come quando nel maggio ’14 giunse una denuncia anonima contro di lui al Prefetto e agli Interni o quando nell’agosto ’18 gli chiesero le dimissioni per supposti conflitti d’interesse (aveva ruoli nella banca che serviva il Comune), respinte dall’aula. Tuttavia, provato dalle vicende e dalla crisi amministrativa – il Consiglio operava monco, con più di un terzo di membri alle armi – si dimise nel luglio ’19.
Nello stesso anno, vedovo, alienò la tenuta, serbandosi per residenza un villino a Sterpeto: i figli seguivano tutti altre vie. Morì nel 1937, a seguito di una caduta causatagli da un colono labile di mente. Gli è dedicata una via di Petrignano.

Damiano Frascarelli

Docente di Storia, Geografia, Lettere al Liceo "G. Marconi" di Foligno, è coinvolto in alcune realtà associative: Gilda degli Insegnanti, Accademia Properziana del Subasio, Club Alpino Italiano, Amici della Montagna di Assisi, Nobilissima Parte de Sopra.

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