Caio Feliciani nasce a Recanati nel 1877 da una famiglia modesta (il padre è fruttivendolo), e rimane presto orfano di madre. Dimostra inclinazione per gli studi e, dopo il liceo classico, ottiene una borsa dell’Associazione dei Piceni che gli permette di laurearsi in Fisica a Roma e lavorare in via Panisperna con il grande Vito Volterra. Entra nell’insegnamento, e dopo un’esperienza a Melfi nel 1909 giunge ad Assisi all’Istituto Ruggero Bonghi, come docente di chimica e fisica, Continuerà a insegnarvi fino al 1923, con la parentesi della I Guerra Mondiale combattuta da capitano di artiglieria e aiutante di campo del Duca d’Aosta. Dal 1923 sarà poi Preside del “Bonghi”, fino al 1954: un’esperienza esistenzialmente fondante e di successo, che lo vede promuovere la creazione e lo sviluppo di laboratori (di radiotecnica; con la prima radio pubblica dell’Umbria ivi realizzata; di meteorologia; di botanica; di scienze, entomologia, anatomia…), così come la pubblicazione di annuari dell’Istituto, con studi e ricerche originali dei docenti.
Parallelamente si impegna nella sua città di adozione come pubblico amministratore, quale assessore ai lavori pubblici del sindaco (e poi podestà) Fortini nel decisivo quinquennio 1923-1927, centrato sul settimo centenario francescano del 1926. È un’esperienza di straordinaria intensità, che vede realizzati i restauri del Palazzo Comunale e della Biblioteca, della Sala della Conciliazione e di Porta Sementone, così come l’edificazione del Palazzo delle Poste in piazza del Comune con l’altarino verso Portica e della nuova sede del Convitto Nazionale Principe di Napoli, trasferito dalla prima sede del Sacro Convento in Piazza Nuova (ora Matteotti). Si occupa anche del Calendimaggio e del concorso dei balconi fioriti, nonché della nuova pavimentazione di piazza del Comune, dove peraltro risiederà per oltre 40 anni all’ultimo piano di palazzo Bozzoni, insieme alla moglie Teresa che gli dà i cinque figli Aldo, Fernando, Ettore, Licia e Maria. Serio, poco mondano, un po’ intimidente con il suo Borsalino sempre in testa, trascorre molto tempo alla scrivania del suo studio, assorto in studi, consulenze a colleghi, riflessioni.
Nominato Presidente dell’ECA (Ente Comunale di Assistenza) di Assisi nel 1939, resta in carica con dedizione fino all’ottobre 1959, data della sua scomparsa. L’ex podestà Fortini terrà l’orazione funebre in occasione delle esequie nel cimitero di Assisi: “Uomo delle Istituzioni, Padre ed Educatore, ha istillato nei Giovani le più alte virtù civiche, forgiando i loro caratteri coll’esempio e con l’affetto”.