14 Maggio 2021

Noia

Stefano Rufinelli
Noia

“La cura per la noia è la curiosità. Non ci sono cure per la curiosità” così diceva Dorothy Parker, scrittrice statunitense.
Parla di cura, Dorothy Parker, e non c’è un altro termine che potrebbe essere più calzante, nel contesto in cui non solo Assisi, ma l’intera umanità si trova immersa attualmente. Cura per la noia quando gli addetti ai lavori di tutto il mondo sono impegnati a capofitto per trovare una cura al covid-19. Ma la noia, a differenza di questo virus, non per forza deve essere curata, perché essa stessa può essere generatrice di cose buone, positive. E soprattutto di idee. Perché è solo nella noia che possono nascere le idee per uscirne. Assisi è una città che, per la maggior parte dell’anno, vive nella noia già in tempi di ante pandemia. Gli abitanti provano ad ingannare la noia con l’attesa. C’è chi attende il Calendimaggio, chi attende la festa del Santo Patrono d’Italia, chi la stagione turistica semplicemente per vedere la città un po’ più affollata, chi l’ennesima iniziativa culturale da poter criticare subito perché certamente “si sarebbe potuto fare altro”. Un’attesa passiva insomma. Ma dal momento che ci si trova in questo stato di “noia forzata” perché non cercare di invertire questo andamento? Quale occasione migliore? Dalla noia possono nascere le migliori idee.

Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

La voce noia fa i suoi esordi nella lingua poetica italiana già nel Duecento, presa a prestito dal provenzale (e)noja, ma con i suoi bravi equivalenti negli antichi dialetti genovese (inojo), milanese e veneziano (inodio), siciliano (annoju). Lo stipite comune viene per tutti dal latino tardo inodiare, e cioè in odio habere ‘avere in odio’), Da inodiare l’italiano antico e letterario attinge per innoiare e, con cambio di prefisso, annoiare, che è transitato tal quale nell’italiano contemporaneo, ma che va maneggiato con attenzione: se infatti nell’uso intransitivo significa ‘provare noia, fastidio’, in quello transitivo diviene ‘recare noia, fastidio’, riferito non solo alle cose, ma anche (sovente) alle persone.

Suggerimento musicale a cura di Simone Marcelli

Una band che negli anni ’80 ha professato il genere punk-rock con il filtro della cultura popolare emiliano-romagnola; un brano che ben descrive l’atmosfera cupa e depressa del titolo, nonostante le immagini istrioniche dell’esibizione riprese da un concerto dal vivo, ai limiti del kitsch. Quasi una ribellione, dunque, visto che questo primo LP del gruppo denuncia la “sfiducia anche politica sul futuro di un mondo che continua ad andare avanti in un modo sbagliato” (cit., Giovanni Lindo Ferretti, vocalist dei CCCP).

Ascolto: Noia [1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età, 1985]. – CCCP

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