12 Novembre 2021

Cemento

Francesco Berni
Cemento

Si presenta armato fino ai denti, ma non è necessariamente cattivo. Ci circonda, ma non deve spaventarci in sé, ciò che conta è come lo usiamo. Se non regolato, da liquido, si insinua dappertutto diventando solido e difficile da rimuovere. 
Pensate, un tempo era il simbolo incontrastato della modernità.
Era un materiale d’avanguardia, Le Corbusier era il suo profeta! E poi, il sogno di riscatto è divenuto ricatto. Senza regole ne limiti, il cemento tutto ingloba. Una, dieci, cento Pentesilea! La città di Calvino, ve la ricordate? Sì, dai, quella che è una zuppa diluita nella pianura! E’ periferia di se stessa con il centro in ogni luogo. 
Basta nostalgia, il Cemento è ormai il passato, metafora di città senza misura, un simbolo di occupazione dello spazio tra le case, di un vuoto già pieno di paesaggio e bellezza. Guardate la piana di Assisi, è davanti a voi: d’accordo è già corrosa, lo sappiamo, ma la fame vien mangiando. D’altronde se il piano regolatore non fa il suo dovere, che può mai succedere? Una, dieci, cento Villa Gualdi!
Ma le norme sono rispettate! Forse sarà quello il problema?
Va bene dai, sarà per un’altra volta, tanto Assisi è sempre bella e la piana è il suo contorno. O forse solo l’antipasto.

Brevi note etimologiche a cura di Carla Gambacorta

Cemento, comunemente ‘materiale collante usato nell’edilizia’, è voce dotta dal latino caementum ‘pietra da tagliare, frammento di pietra, pietra da costruzione’, a sua volta infatti dal verbo caedere ‘tagliare, spezzare’. In senso figurato è ‘ciò che lega indissolubilmente’; con quest’ultima accezione scrive Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene): «Pubblici sieno i giudizi e pubbliche le prove del reato, perché l’opinione, che è forse il solo cemento della società, imponga un freno alla forza e alle passioni».

Suggerimento musicale a cura di Diego Aristei

“Il ragazzo della via Gluck nasce dal mio dolore nel vedere scomparire la bellezza dei paesaggi e del verde”. Era il 1966 e Adriano Celentano realizzò la prima canzone ecologista italiana.

Il Ragazzo della Via GluckAdriano Celentano

Francesco Berni

Urbanista. Consulente del Comune di Milano per progetti di rigenerazione urbana e innovazione sociale. Ho lavorato per enti pubblici e privati nel campo della progettazione e pianificazione urbanistica. Svolgo attività di studio e ricerca presso il Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze su temi legati alla rigenerazione urbana, innovazione sociale e disegno della città. Appena posso però me ne torno tra i vicoli di Assisi.

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