19 Febbraio 2023

Generazione inascoltata

Luigi Penzo
Generazione inascoltata

“Creare spazi ed innescare proposte per discutere idee e progetti, spingendo la politica, la società religiosa e civile a confrontarsi in maniera costruttiva”; ho provato a portare questa domanda in una riunione associativa di persone, di amici.

La reazione iniziale è stata quella di stupore perché ritenuta logica, razionale, ma la discussione successiva ha portato a concludere che la logica e razionale condivisione spesso si ferma alle parole, alle intenzione, delegando questo agli altri (lo deve fare l’amministrazione, lo deve fare “tizio, caio, semplonio”.

Nella mia città lagunare, per esempio, vorremmo iniziare a portare all’attenzione la cura e la tutela di una Barena (ambiente lagunare tra terra ed acqua) dove purtroppo si depositano plastiche e detriti non proprio naturali. Per far questo vi è naturalmente l’impegno a trovare adesioni, collaborazioni, volontari, soprattutto nei giovani.

Ma qui emerge la difficoltà, la consapevolezza che vi è in loro una sensazione di cupezza, di abbandono, di isolamento. “Il tramonto dei sogni collettivi, politici e religiosi, che forniscono senso, la sensazione che il mondo…” sia non loro” – leggevo questo concetto in un articolo sul quotidiano ieri pomeriggio, concludendo che i ragazzi oggi si sentono l’ultima generazione inascoltata.

Assisi Mia si sta muovendo in maniera meravigliosa, proponendo all’attenzione sematiche importanti come ad esempio il ripopolamento del centro storico, le frazioni, l’ambiente della piana di Assisi, le comunità energetiche, la cementificazione assurda, ma noto che in tutto questo (ma non solo in Assisi) manca il coinvolgimento dei giovani, di questa generazione così turbata da due anni di Covid, da una situazione scolastica spesso carente.

Tutti i giorni leggiamo episodi di violenza giovanile estrema, di ribellioni, di episodi, che spesso vengono assemblate a gossip o banali video sui social, sottostimati come valore diseducativo.

L’esplosione stessa dei social incontrollati, ha portato ad avere una generale ignoranza sui valori, portando invece alla ribalta simboli, illusioni, riferimenti poco reali, in una realtà intossicata da video, da immagini dell’apparire in una frenetica successione.

Le tematiche di grande impatto, e le proteste dei giovani esplodono periodicamente in grandi manifestazioni, in discorsi a loro debolmente proposti in assemblee internazionali, in grandi speranze o titoli Next Generation EU, ma poi in pratica subentrano interessi economici, commerciali, attriti tra paesi, che portano a far dimenticare gli obiettivi, senza ricordare che a loro devono essere indirizzati i programmi… perché le amministrazioni, le migliori menti del nostro paese, delle nostre comunità, non cercano soluzioni?

Quattro anni fu lo stesso Papa Francesco a lanciare un monito ai giovani ed a ribadirlo pochi mesi fa: Se non vi ascoltano, gridate ancora più forte, fate rumore, avete tutto il diritto a dire la vostra su ciò che riguarda il vostro futuro. Vi incoraggio ad essere indipendenti, creativi, CRITICI”.

Sarebbe bello che da Assisi partisse un grido in tal senso, coinvolgere i giovani a parlare, a dire la loro, organizzando idee, progetti, incontri, occasioni di dialogo.

Agli amici dico anche di essere generatori di questo, perché sarebbe bello che nelle nostre città i nostri figli, i nipoti, i giovani residenti e non, diano il giusto valore alla parola Assisi Mia, mia perché mi ci sento parte, mia perché vivo in essa, mia perché in essa trovo i valori sociali e culturali che mi permetteranno di costruire un futuro, una famiglia, un avvenire, mia perché le tradizioni e le storie secolari rimangano vive non come souvenir da offrire ai turisti, ma perché parte integrante della mia storia.

Le competenze di tanti esperti, professionisti, urbanisti, economisti, possono elaborare insieme una visione futura della città, che vada oltre la furbizia personale, l’interesse spicciolo di una cementificazione, ma che possa avere un percorso più ampio, con progetti a lungo termine. Ogni nostro intervento, ogni nostro gesto, nella breve o lunga catena degli interventi, ha ripercussioni sull’ormai compromesso equilibrio delle comunità. Pensiamo sempre di avere tempo, di avere possibilità, di poter fare, correggeremo poi in fase di sviluppo, ma in questo modo costruiamo un futuro passato. La disaffezione dei giovani alla democrazia, alla partecipazione politica, ci allontana tutti dal futuro.

Le soluzioni ci sono già, non c’è bisogno di escogitare chissà cosa, le Comunità sanno di cosa hanno bisogno, ma la loro voce va amplificata e connessa a quella dell’ultima generazione giovane, farla consapevole della sua forza nel mondo che ci circonda, sicuri di poterlo cambiare, conta essere partecipi.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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