12 Dicembre 2021

Buon Natale Assisi

Luigi Penzo
Buon Natale Assisi

Siamo arrivati a fine anno, in questo inverno che ci vede ancora impegnati a superare un periodo difficile, ma non è il momento di chiuderci in noi stessi, al contrario è il momento di allargare le braccia e cercare contatti, legami, progetti, condivisione di idee.

Il tempo trascorso sta lasciando dietro tante cose, certamente più domande che risposte, alternandosi tra momenti di ripresa e dubbi sul futuro della nostra società.

Siamo consapevoli che probabilmente non è detto che si ritorni come prima, il mondo è cambiato e sta tutt’ora mutando e trasformando molte attività. Una città come Assisi che vive di un turismo storico-religioso così come Venezia (la città vicina dove abito) che vive di un turismo storico-culturale, sono state travolte da questa pandemia ed ora con fatica e tanta speranza stanno cercando di riprendersi.

È questo il momento di costruire un nuovo turismo, più vicino alle esigenze dei giovani, in grado di alternare stimoli culturali con stimoli sociali, in un offerta culturale di eccellenza che spesso sono proprio i paesi piccoli ad avere: piazzette incantevoli, teatrini gioiello, bar storici dove trovarsi, ristorantini ospitali, negozi di prossimità.

Oggi il distanziamento impedisce alcune forme d’interazione, non appena la fase più acuta sarà superata queste “buone” abitudini torneranno. Ecco allora la necessità di avere già un progetto turistico pronto, atto a rivoluzionare l’entrata e lo spostamento all’interno del centro storico, con una mobilità sostenibile, incentivando lo spostamento a piedi, in e-bike, aumentando il verde pubblico, i parchi, gli angoli di sosta, creando anche zone-salotto nel centro con aiuole, panchine, alberi. Nel centro storico vi sono palazzi chiusi che potrebbero diventare luoghi d’incontro, riempiendoli con l’arte che spesso si tiene nascosta nei magazzini, la città è stata sempre soggetto ideale per pittori, mi immagino una pinacoteca ricca di queste visioni, che accompagni il visitatore nel cammino, anche all’aperto, vicino alle attività commerciali, nelle fonti, nei giardini, con strutture che oggi la tecnologia permette.

La città deve accogliere al meglio e capire le esigenze degli ospiti per creare un rapporto di fiducia da costruire nel tempo perché in esso vi sarà il futuro del turismo.

Assisi ha la capacità di coinvolgere sensorialmente chi cammina tra le sue stradine, chi visita i suoi “gioielli architettonici”, l’importante è non stare fermi, non concentrarsi nel cliente tipo, quello che arriva, visita le basiliche, compra i souvenirs, mangia velocemente, riparte. Per carità, questo ci è mancato nel lockdown, avremmo voluto con speranza ritornasse. Ma ora, in questo inverno non dobbiamo richiuderci ed aspettare il risveglio, non si deve star fermi, ma essere artefici del tempo che abbiamo, attivandoci per trovare nuovi spazi, laboratori e percorsi comuni, coinvolgendo anche quelle realtà associative che dopo la pandemia fanno fatica a ripartire.

Insieme possiamo farcela. Ricordiamoci che in Assisi si è circondati da una natura forte e decisa, da una campagna agricola che è il suo primo biglietto da visita, che va quindi rispettata quando ci costruisci dentro ed intorno; io stesso che non sono Assisano, ricordo la prima volta che vidi Assisi arrivando dal pianoro, era il tramonto e davanti avevo il mio luogo dell’anima, natura e storia che si univano in un abbraccio.

Parlare oggi di crescita è riduttivo, lo sviluppo è tale solo se genera cambiamenti positivi in ciò che è intorno a noi.

In un articolo della fondazione Feltrinelli, prendendo come esempio lo sport del rugby (laddove i giocatori dopo la partita si ritrovano a socializzare, condividere il lato umano), il Direttore, proponeva questo bel concetto: è l’ora del terzo tempo della politica, un tempo dove si deve lavorare alle competenze, parlare, studiare insieme soluzioni, preparci ad approfittare di uno sviluppo, di una crescita e di una chance che il nostro paese e l’Europa hanno messo in campo.

Mi aspetto che in Assisi, ma anche nella mia città, si rivedano i piani regolatori per adeguarli alle aspettative della gente, dei giovani, frenando quella crescita assurda dettata da cemento e costruzioni ovunque, da contrapporre con il rispetto dell’ambiente, dei servizi attivi per la comunità di cui bisogna occuparsi, dedicare del tempo, impegno in prima persona. Togliamo qualche parcheggio e ripristiniamo la bellezza verde attorno ad Assisi.

Bisogna prendere coscienza del fatto che il turismo coinvolge i territori in modo sempre più significativo, che l’esperienza di visita deve aiutare a capire il territorio, permettere di viverlo, ma serve costruire contenuti, accessibilità, attraverso un sistema di servizi adeguati.

Certo tutto questo potrebbe sembrare una specie di letterina a Babbo Natale, ma sono convinto che siamo in un tempo in cui esistono le possibilità e le premesse per costruire qualcosa di nuovo. Le nuove generazioni ci credono, diamo loro aiuto e spazio alle idee, perché l’inverno passa presto e bisogna costruire il loro futuro.

Buon Natale Assisi.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

Seguici

www.assisimia.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]