04 Novembre 2021

Trasformare le parole in azioni

Luigi Penzo
Trasformare le parole in azioni

Un parco agricolo-naturalistico attorno alla città di Assisi, che faccia “riflesso” con il parco del Subasio.  Uno spazio che certo non si crea in un giorno e nemmeno in un anno, ma che possa nel corso della sua vita, diventare una porta di entrata alla città, passando dalla bellezza dell’ambiente alla bellezza della storia e della cultura del posto.

Far si che si entri in Assisi non da una strada asfaltata o da un parcheggio di cemento, ma in un percorso che valorizzi le ricchezze ambientali ed i prodotti della terra, della sua gente, che poi si mostra nelle sue stradine, nei suoi vicoli, nei muri in pietra del Subasio, nelle sue chiese, nella sua diversità.

C’è oggi una gran voglia di stare all’aria aperta e godere in sicurezza di bellezze naturali. 

Nelle nostre città si sono moltiplicati gli spazi aperti dedicati a bar e ristoranti, tavolini e sedie sono presenti in più punti. Va bene, ci ha aiutato a vincere le paure causate dall’epidemia, ma oggi dobbiamo rivalutare tutto questo con razionalità e serietà, le nostre piazze, le nostre stradine hanno bisogno soprattutto di negozi, di artigiani, di botteghe in prossimità, che sono fondamentali per una rinascita, per le nuove famiglie, per le giovani coppie, per gli ospiti.

Creare programmazione e regolamentazione per passare dall’emergenza alla pianificazione, sui temi chiave della sostenibilità sociale, quali le abitazioni, gli spazi pubblici, la mobilità, il lavoro, le scuole. Certo i temi sono complessi, molte città in questa Europa, hanno iniziato a lavorare in questa direzione, rivedendo i piani regolatori, ripensando la crescita degli spazi, innovando i luoghi della cultura come nuove “piazze” di incontro, proponendo progetti anche “grandiosi” di verde pubblico, di trasformazione di alcuni spazi abbandonati in parchi ed aree verdi. 

Naturalmente sarà decisivo raccogliere i contributi e gli interessi diversi, coinvolgendo i cittadini.  Proprio per questo diventa fondamentale porre le basi per un confronto continuo, che abbandoni per una volta le posizioni politiche, le campagne elettorali. È tempo di passare dalle parole alle azioni, attivando momenti di incontro permanenti e periodici, rivedendo quanto fatto finora, correggendo gli errori, migliorando la progettualità sia quella già fatta sia quella da fare nuova.

Creare uno spazio e un processo per discutere di idee e progetti, spingendo la politica e la società civile a confrontarsi in maniera costruttiva.

Ricordiamo poi che ad Assisi, come in tanti paesi d’Italia, molte associazioni cittadine operano per iniziative rivolte alla comunità; per creare occasioni sociali e culturali tante persone si danno da fare con la passione e l’energia del cuore, va quindi maggiormente qualificato il volontariato come un’energia irrinunziabile della società, un patrimonio enorme che si ripercuote sulla qualità delle nostre vite.

Dentro questi gruppi vivono centinaia di cittadini, uomini e donne, giovani ed anziani, che si incontrano, parlano (magari a volte scontrandosi con idee contrastanti) ma che alla fine organizzano cose meravigliose. Creano eventi culturali, rievocazioni storiche, concerti, aiutano le persone in difficoltà, curano il verde pubblico, rigenerano angoli di trade, avvicinano i giovani allo sport, creano quel valore in più che oggi meriterebbe essere incentivato e valorizzato.

Leggevo in un articolo di giornale l’altro giorno che “sono attività che nutrono anche l’orgoglio e lo spirito civico di chi abita i luoghi, nutre le relazioni, il senso di appartenenza.

Quando il patrimonio culturale incontra la cittadinanza attiva si crea un circolo virtuoso floridoe positivo per tutti.

Il Consiglio d’Europa nel “documento di Faro”, ratificato anche dal nostro Parlamento l’anno scorso, sottolinea con forza questo senso di responsabilità dei cittadini verso il patrimonio e il ruolo delle comunità nel gestirlo. Ebbene, diamo forza a tutto questo, raccogliendo idee e progetti, che ci sono.

L’anno prossimo l’isola di Procida diventerà la capitale italiana della Cultura, presentando un progetto generato insieme a chi vi abita, in un intreccio virtuoso che valorizza il patrimonio artistico e naturalistico insieme a quello vivente dei suoi cittadini e delle sue relazioni.

Assisi ha tutto questo, magari nascosto dentro, ma presente e pronto per trasformare le parole in azioni, spetta a chi amministra dare sostegno a questo con finanziamenti, organizzazione, mobilitazione.  Oggi non domani.

Luigi Penzo

Tecnico di Laboratorio Chimico, appassionato della mia città, dedico attività nell'Università Popolare e nel volontariato attivo da molti anni, studioso e ricercatore, con la passione del bene comune. Nel mio cuore un posto speciale ad Assisi, il mio luogo dell'anima.

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